Non solo la basilica di San Benedetto a Norcia. Non solo le chiese dei paesi appenninici di Umbria e Marche. Non solo i monumenti di Roma, Borromini compreso. Anche il Colle dell’Infinito, a Recanati, paga il suo prezzo al terremoto del Centro Italia, il terzo in due mesi, il più potente dal 1980 ad oggi. La scossa di magnitudo 6.5 ha aperto “una profonda fessura” nel Colle, il cuore della città natale di Giacomo Leopardi, l’anima dell’Italia” racconta il sindaco Francesco Fiordomo sul luogo che ha ispirato l’Idillio più famoso del poeta, visitato ogni anno da milioni di turisti. “La fessura – dice Fiordomo – ha messo in evidenza come lo scivolamento a valle, provocato da una grave debolezza idrogeologica, ha provocato danni forse irreversibili“.

Proprio mercoledì mattina Fiordomo era stato a colloquio con i ministri dell’Ambiente e della Cultura Gianluca Galletti e Dario Franceschini, ottenendo la disponibilità ad intervenire sulla collina, fragilissima, dopo le precedenti scosse. Ora l’ulteriore colpo inferto dal sisma, che sembra accanirsi sui luoghi più identitari del patrimonio culturale marchigiano. Recanati da tempo aveva instaurato rapporti con Visso, dove è conservato l’autografo dell’Infinito, per celebrare solennemente il bicentenario dell’idillio nel 2019 con un evento che potesse rilanciare la cultura e il turismo. “Le nostre terre – ha detto Fiordomo – per risorgere dopo questa terribile esperienza debbono ripartire proprio dalla cultura e dal turismo.

Il terremoto è un colpo durissimo, arrivato “proprio mentre avevamo instaurato rapporti con Visso, dove è conservato l’autografo dell’Infinito, per celebrare il bicentenario dell’idillio nel 2019 con un evento che potesse rilanciare la cultura e il turismo” del territorio. A Visso, nel Palazzo dei Governatori, è conservato infatti uno dei due manoscritti dell’Infinito, ora destinato a Bologna per un evento già concordato da tempo con il Comune emiliano. Ma anche Visso è terremotata, come tutti i Sibillini (fratture sono comparse oggi anche sul monte Redentore) e le Marche dovranno individuare un’altra stabile collocazione per l’autografo.

Palazzo Leopardi invece ha resistito bene alle scosse: “Abbiamo fatto fare tutti i controlli e il risultato è negativo – dice all’Ansa Vanni Leopardi, discendente del poeta – Forse Giacomo ci ha tenuto una mano sulla testa”. Vanni Leopardi, con la famiglia, vive ancora nel palazzo dove è conservata la biblioteca leopardiana, e dove Mario Martone ha girato Il Giovane Favoloso, con Elio Germano nei panni di Giacomo. Vanni non ha notizie delle ultime ore sullo stato del Colle dell’Infinito, “ma l’allarme lanciato dal sindaco non mi stupisce, con tutto quello che in questi anni ci hanno costruito sopra…”. Palazzo Leopardi in queste ore è chiuso alle visite, ”ma solo per precauzione, non facciamo entrare nessuno”. La famiglia possiede però altre proprietà storiche lesionate, come la villa San Leopardo, dove anche Giacomo ha soggiornato, e numerose case coloniche.