Potrebbe passare alla storia come l’inventore di una connessione ultra veloce che ha semplificato la vita di chi vive in piccoli centri urbani. Intanto, dopo aver ideato “LaserWan” (connessione a banda ultra larga laser) e averlo brevettato, Valerio Pagliarino, 16 anni, studente di un liceo scientifico della provincia di Asti, si è aggiudicato il primo premio della ventottesima edizione del Concorso giovani scienziati della Commissione Ue. Valerio, mente brillante e sorriso sbarazzino, aveva un problema con la connessione nel suo paese Castelnuovo Calcea che come tanti piccoli agglomerati viene snobbato e perlopiù malservito dai colossi del settore.

Al quotidiano La Stampa ad aprile aveva quindi spiegato come aveva avuto l’idea: “Stavo facendo esperimenti sulla trasmissione quando ho avuto l’illuminazione. In fondo la fibra ottica trasmette luce lungo un dispositivo fisico. Ma la tecnologia per trasmettere luce senza fili c’è, ed è il laser“. Una rapida ricerca ha permesso di verificare che l’idea non solo era buona ma anche originale; nessuno ci aveva pensato. Correttamente indirizzato da una professoressa il giovane scienziato ha fatto tutti i passi giusti.

La sua invenzione, quando sarà operativa, permetterà di aumentare la banda larga, con la possibilità di portarla, ad esempio, in piccoli centri, dove oggi ancora non esiste o debole abbattendo anche i costi. Sempre rispondendo alle domande del quotidiano torinese lo studente geniale ha candidamente spiegato di aver utilizzato “pezzi di un vecchio aspirapolvere, due telecomandi rotti e un paio di schede elettroniche comprate online”. Incassati gli incredibili risultati positivi – “500 mega al secondo” – Valerio ha anche calcolato che per ogni chilometro la sua idea “costerebbe 10 mila euro”. Alla contestazione che la nebbia o comunque il cattivo tempo avrebbero potuto vanificare la bellezza e l’efficienza di questa idea il ragazzino aveva risposto: “Ho già la soluzione una sorta di telemetria in stile Formula 1 che modula il segnale e può bucare anche i banchi più fitti”. Per la serie Little Einstein crescono.

Valerio non è stato l’unico a essere premiato.  I 7mila euro del primo premio sono andati anche ai norvegesi Ane Espeseth e Vik Torstein, di 18 e 17 anni, con uno studio nel campo della matematica e alla statunitense Grace River, 17, per una ricerca di biologia. In tutto sono stati 45 gli scienziati premiati, di un’età tra i 14 ed i 20 anni, per un totale di 49.500 euro. “I vincitori di quest’anno sono stati scelti nell’ambito di una dura competizione, a cui hanno partecipato 138 giovani ricercatori, venuti a Bruxelles con brillanti idee innovative”, afferma il commissario Ue alla Ricerca, il portoghese Carlos Moedas. “È rassicurante vedere che in Europa ci sono così tanti cervelli brillanti che hanno anche la determinazione determinazione e capacità per trasformare i propri sogni in realtà. Spero di vederli presto tra le fila della nuova generazione di scienziati, al lavoro per affrontare le numerose sfide che l’Europa ed il mondo affrontano”.