La polizia di Rio de Janeiro ha chiesto agli inquirenti di incriminare per falsa testimonianza il nuotatore Usa Ryan Lochte e il suo compagno di squadra James Feign. Il capo della polizia Fernando Veloso durante una conferenza stampa ha mostrato un video che incrimina i nuotatori, riprendendoli ubriachi mentre distruggono il bagno di una stazione di servizio. La medaglia d’oro olimpica aveva precedentemente dichiarato di essere stato rapinato su un taxi con la minaccia di una pistola alla tempia. Successivamente Lochte aveva cambiato leggermente versione, dicendo che in realtà la pistola gli era stata puntata addosso da una certa distanza.

Il capo della polizia ha spiegato che l’eventuale reato non comporta l’incarcerazione, ma può essere punito con una multa. Ryan Lochte è già rientrato negli Stati Uniti, mentre Feign si trova ancora a Rio in attesa che gli venga restituito il passaporto.

Il Comitato olimpico degli Stati Uniti si è scusato “con i nostri ospiti a Rio e con il popolo brasiliano” per la vicenda. Scott Blackmun, a capo del Comitato Usa, ha definito “inaccettabile” il comportamento degli atleti, ricordando che “non rappresenta i valori del team statunitense e la condotta della maggior parte dei suoi membri”. “Rivedremo la questione – ha aggiunto – quando torneremo a casa e valuteremo eventuali conseguenze per gli atleti coinvolti”.

Intanto Jimmy Feigen ha fatto sapere, tramite il proprio legale, che pagherà 11mila dollari a un ente di beneficenza per risolvere la vicenda. Lo ha riportato Abc News, spiegando che l’avvocato lo ha annunciato dopo avere incontrato per ore un giudice e altre autorità.

Nel frattempo Gunnar Bentz e Jack Conger, gli altri nuotatori coinvolti nella vicenda, sono rientrati negli Stati Uniti, dopo essere stati trattenuti per quattro ore in commissariato, per esser poi rilasciati.

A fine giornata sono arrivate anche le scuse di Lochte via social: “Voglio scusarmi per il mio comportamento lo scorso fine settimana, per non essere stato più attento e trasparente nel modo in cui ho descritto gli eventi accaduti quel mattino e per aver attirato l’attenzione spostandola dai molti atleti che coronavano i loro sogni di partecipare alle Olimpiadi”. L’atleta ha poi rievocato la notte incriminata “è traumatico di essere in ritardo con i tuoi amici in un paese straniero, con la barriera della lingua e trovarsi uno sconosciuto con una pistola che ti chiede soldi per lasciarti andare.