Quanta ipocrisia sulla triste vicenda dei compensi miliardari ai dirigenti Rai. Uno spreco di ipotesi fantasiose e di illazioni sulla natura di mercato o meno della Rai, quando a tutti è chiaro che la vera finalizzazione di questo non trascurabile spreco di denaro pubblico ed enorme insulto ai principi di ragionevolezza e parità di trattamento che dovrebbero guidare i poteri pubblici è quella di formare un apparato del tutto sdraiato di fronte ai desiderata dell’attuale classe politica di governo. In altre parole, anziché un’informazione formativa e informativa un megafono passivo del potere governativo.

Un’accozzaglia di burocrati forse poco preparati sia in fatto di informazione che di gestione, ma pronti a forgiare un’immagine del mondo fittizia ed edulcorata, ovvero conforme ai deliri autoreferenziali del ballocrate Renzi. Ballocrazia pare il concetto adeguato per definire il regime instaurato da costui, che del resto si ispira all’esempio insuperabile di Tony Blair, il quale sul ricorso alla menzogna più spudorata fondò l’aggressione all’Iraq che segnò l’inizio dell’attuale sanguinoso caos medio-orientale con le sue propaggini terroristiche in Europa e altrove. Un comportamento a dir poco criminale per il quale Blair dovrà essere sottoposto al giudizio dei tribunali britannici e della Corte penale internazionale.

Renzi mente sistematicamente per edificare un mondo virtuale nel quale la crisi è in via di superamento, l’occupazione in via di espansione, le banche in via di salvataggio, le imposte in via di diminuzione, ecc. Se si trattasse solo di un fatto individuale sarebbero solo bugie, degne al massimo dell’attenzione di qualche psicanalista. Il vero capolavoro dell’attuale governo è aver trasformato la menzogna e il conseguente turlupinamento di sessanta milioni e passa di Italiani in vero e proprio instrumentum regni, grazie per l’appunto al controllo assoluto degli apparati di informazione cosiddetta pubblica, comprato a peso d’oro, ovviamente a spese di tutti noi contribuenti, da ultimo obbligati a pagare il canone Rai grazie all’espediente del suo addebitamento sulla bolletta elettrica, procedura peraltro di ben dubbia legittimità. Ben si adatta a tale governo la frase di Pasolini: “Ora è la loro lingua che è la pietra dello scandalo. Infatti ogni volta che aprono bocca essi, per insincerità, per colpevolezza, per paura, per furberia, non fanno altro che mentire. La loro lingua è la lingua della menzogna”.

Un’ennesima conferma di questa situazione, insieme a tante altre, viene dallo spazio dato al referendum dagli organi di informazione, e soprattutto la Rai. Come denunciato nella lettera indirizzata a Mattarella dai due costituzionalisti Pace e Zagrebelsky a nome del Comitato per il “No”, il tempo a disposizione dei promotori del “Sì”, in particolare la Santissima Trinità Napolitano-Renzi-Boschi, supera di gran lunga quello concesso al “No”.

Si tratta del resto di materia nella quale mentire è d’obbligo per poter sostenere, come fanno in modo davvero spregiudicato i sostenitori del “Sì”, che le procedure saranno semplificate, i costi contenuti, i diritti dei cittadini potenziati, ecc., mentre è a tutti evidente che avverrà esattamente l’opposto, dato che il vero obiettivo di questa riforma è concentrare un’enorme massa di poteri in una classe politica quasi sempre incompetente e spesso corrotta.

E’ oggi doveroso contrastare i ballocrati sostenendo le ragioni della verità e della giustizia che, per i motivi detti, si trovano a malpartito per l’atteggiamento sfavorevole adottato dai faraoni profumatamente pagati dell’informazione pubblica e privata. E’ quindi doveroso sostenere anche finanziariamente il comitato per “No”,impegnato da oggi a novembre in una battaglia decisiva per salvaguardare la Costituzione repubblicana e la democrazia nel nostro Paese.