Quella donna va soppressa fisicamente…”, queste le raffinate espressioni di una consigliera comunale leghista di Musile di Piave, un comune della provincia di Venezia. Parole dal “sen fuggite”, magari nel pieno di una infuocata discussione politica? Neppure per idea! La consigliera, tanto per non essere equivocata, ha affidato il suo pensiero, si fa per dire ovviamente, a Facebook e lo ha così reso inequivocabile e definitivo. Del resto, quando si invoca la soppressione “fisica” significa che non si vuole lasciare spazio alla fantasia.

Il suo avvocato, che evidentemente qualcosa in più sa e prevede, ha subito stilato una nota per spiegare che si tratta di una espressione figurata e simbolica. Peccato che quel “fisicamente” pesi come un macigno. I suoi capi hanno cercato di prendere le distanze, ma hanno voluto sottolineare che, in fondo, quella Boldrini se le va a cercare con le sue posizioni su immigrazione, accoglienza e solidarietà…

Un tempo la donna in minigonna era la causa delle violenze subìte. Oggi, per questi neosquadristi, una donna che la pensa diversamente va soppressa “fisicamente”. Ancora più ripugnante la difesa di chi invoca, per questa spazzatura, l’articolo 21 della Costituzione e la libertà di opinione, che non hanno nulla a che vedere con la minaccia, l’istigazione al reato, il razzismo.

Sarà anche il caso di smetterla di derubricare tutto a goliardia, eccesso verbale, ricerca della notorietà. Dal momento che le norme esistono, spetta alle autorità competenti farle rispettare, ora e subito, prima che sia tropo tardi.

Quando la deputata laburista Jo Cox veniva minacciata per le sue battaglie contro il razzismo, molti ridevano e la deridevano, sino a quando, per restare in tema, non è stata “eliminata fisicamente” e non in modo simbolico.