Niente visita a Gaza per la delegazione italiana guidata dal vicepresidente della Camera dei deputati Luigi Di Maio. L’accesso alla Striscia è stato impedito dalle autorità israeliane, che hanno invocato motivi di sicurezza e scatenato la protesta dei parlamentari pentastellati. Di Maio, Manlio Di Stefano e Ornella Bortolotta, Parlamentari del Movimento 5 Stelle, hanno espresso la loro replica attraverso una nota: “Abbiamo appreso dalla nostra ambasciata – si legge – che il governo israeliano impedisce alla delegazione guidata dal vicepresidente della Camera dei deputati di recarsi nella Striscia di Gaza per visitare il progetto di un’organizzazione non governativa italiana pagato con i soldi dei cittadini italiani. Questo è un cattivo segnale non tanto per il Movimento 5 Stelle ma soprattutto per quello che è l’approccio dello stesso esecutivo israeliano rispetto alla situazione nella Striscia di Gaza e della pace nella regione”.

La nota poi aggiunge: “Nella giornata di oggi la delegazione visiterà ugualmente la cooperazione italiana fuori dalla Striscia di Gaza, in particolare la ong Vento di Terra, per vedere quali sono i progetti italiani nella Cisgiordania. Prima invece previsto un incontro con un incubatore di start up israeliane per approfondire i temi già affrontati nel corso della prima giornata in ambasciata e per comprendere come lo stato italiano possa investire con successo nello sviluppo del mondo delle startup partendo da casi virtuosi”.

Il portavoce dell’ambasciata israeliana a Roma, a sua volta, ha cercato di placare la polemica: “La Striscia di Gaza è controllata dall’organizzazione terroristica di Hamas che è un’entità ostile ad Israele. L’ingresso da Israele a Gaza e viceversa deve coinvolgere permessi specifici e speciali che sono – ha aggiunto – soggetti a considerazioni di sicurezza“. Proprio ieri Di Maio aveva dichiarato che, nel caso in cui il movimento 5 stelle dovesse arrivare al governo, avvierebbe il riconoscimento dello Stato Palestinese: “E’ un indirizzo politico – ha detto – che avevamo all’opposizione e che quindi avremo anche in maggioranza”. “Un riconoscimento – ha aggiunto il capogruppo in commissione affari esteri alla Camera Manlio Di Stefano – che ovviamente si deve basare sui confini del ’67 e che deve comportare anche il ritiro dal Golan. E’ quello che diremo agli israeliani”. Il tema era stato affrontato anche nell’incontro con il sindaco di Betlemme Vera Bahboun. Secondo Di Maio, il riconoscimento avrebbe un effetto trascinamento sulle altre nazioni europee. “Perché è la Ue – ha aggiunto – che deve avere un peso fondamentale nella questione, visto anche gli attori abituali si sono usurati”.