Nel mondo dei fumetti, il Dottor Octopus manipola quattro bracci metallici tentacolari per combattere i Super Eroi, mentre tra questi Iron Man – alias Tony Stark – indossa la storica armatura bicolore rossa-oro ad alta tecnologia che gli garantisce la forza super: proprio quest’ultimo pare aver ispirato direttamente l’industria automobilistica per quanto riguarda la catena di montaggio.

Nello stabilimento americano della BMW a Spartanburg, nello stato del Sud Carolina, il programmatore di assemblaggi Frank Pochiro spera infatti di introdurre come equipaggiamento standard degli operatori di linea il “giubbotto Ekso”, un dispositivo simile ad uno zaino – fissato anche in vita – che aiuta a ridurre la tensione muscolare dei lavoratori impegnati in attività che richiedono di operare in elevazione articolare, tipicamente quando si montano componenti stando al di sotto della vettura sulla linea di assemblaggio.

Questo particolare “gilet” è in realtà uno strumento ad elevato contenuto tecnologico, un compatto esoscheletro (scheletro esterno) da indossare creato dall’azienda specialistica Ekso Bionics di Richmond, in California; esso non utilizza alcuna forma di energia supplementare, ma fornendo supporto ergonomico alla porzione superiore del corpo ed alle braccia rende gli oggetti manipolati apparentemente senza peso, consentendo di operare senza fatica dovuta alla specifica, e scomoda, postura.

Anche rivale Audi (come pure i corrani di Hyundai) ha anch’essa iniziato a impiegare sistemi ad esoscheletro per supportare la postura ed allontanando la stanchezza; la soluzione firmata dalla casa di Ingolstadt è realizzata in fibra di carbonio ed è una sorta di “sedia senza sedia” indossabile, che consente lavoratori della linea di rilassare la muscolatura pur restando in una posizione eretta.

“Ho davvero pensato di poter utilizzare la tuta di Iron Man”, ha detto Pochiro, “E quando ho visto i primi esoscheletri in occasione di una conferenza TED (Technology Entertainment Design, serie di conferenze globali per lo scambio e lo sviluppo di idee, ndr) ho avuto l’approvazione della direzione per avviare un programma pilota presso la nostra struttura”. In effetti, la progettazione di una linea di assemblaggio ergonomicamente ottimizzata è in grado di fornire un vantaggio competitivo tangibile, migliorando la produttività dei lavoratori, in particolare contrastando gli effetti dell’invecchiamento naturale.

Pochiro sostiene che gli operai che hanno provato il giubbotto non vogliono tornare indietro: “Abbiamo eseguito prove su 30 dipendenti e ciascuno di loro si è detto totalmente convinto”, aggiungendo che sono in corso di valutazione due specifici prototipi da altrettante società statunitensi. In un secondo tempo, queste “strutture” indossabili potrebbero essere indossate anche da lavoratori BMW residenti in altri paesi, dalla Germania alla Cina, impiegandole per una variegata serie di attività. Secondo Pochiro, esoscheletri di seconda generazione, questa volta alimentati e potenziati tramite batterie, potranno arrivare negli anni successivi: “la sicurezza migliora, c’è meno fatica e la soddisfazione sul lavoro aumenta, perciò vediamo un potenziale notevole in queste tecnologie bioniche”.