Svolta nelle indagini sul ritrovamento del corpo senza vita di Maria Ungureanu, la bambina di 9 anni di origini rumene trovata nella notte fra domenica 19 e lunedì 20 giugno nuda in una piscina di un resort del centro di San Salvatore Telesino, nel beneventano. È indagato per omicidio e violenza sessuale un giovane rumeno di 21 anni, ascoltato durante la notte alla presenza del suo legale e poi rilasciato intorno alle 4 di notte. L’uomo verrà sentito di nuovo nelle prossime ore, specie a seguito dei risultati dell’autopsia sul corpo della piccola. Che confermano le ipotesi degli inquirenti: Maria è stata violentata e poi buttata in acqua ancora viva, è morta per asfissia da annegamento. Dagli atti investigativi compiuti dai Carabinieri coordinati dal procuratore di Benevento Giovanni Conzo emerge che la piccola non sapeva nuotare. L’iscrizione nel registro degli indagati era un atto dovuto per consentire la nomina di un consulente in vista dell’esame autoptico. I carabinieri del Ris di Roma hanno effettuato alcuni rilievi nell’abitazione del giovane rumeno che vive nello stesso paese della famiglia di Maria e hanno esaminato anche gli indumenti della bambina trovati a bordo piscina.

Il giovane avrebbe ammesso di conoscere Maria e di averla vista la sera di domenica, ma di averla lasciata con la propria auto nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta dove la bambina, che faceva la chierichetta, aveva detto ai genitori che sarebbe andata per la processione del patrono. Il giovane avrebbe anche detto di essere andato da conoscenti fuori dal paese dopo averla lasciata. Oltre al giovane, gli investigatori hanno interrogato una trentina di persone nel tentativo di ricostruire le ultime ore di vita della piccola.

Sulla base dei risultati medico-legali, gli investigatori possono  tracciare un quadro più chiaro sulle cause e le circostanze nelle quali è morta la bambina. Fino alla giornata di ieri, non c’erano elementi in grado di orientare gli investigatori verso una delle due ipotesi formulate finora: quella dell’incidente o quella della violenza. A bordo della piscina, che domenica era deserta perché la sala ricevimenti era chiusa, erano stati rinvenuti gli abiti e le scarpe di Maria. Per questo motivo, in un primo tempo i carabinieri avevano valutato anche la pista dell’annegamento seguito a un tuffo in piscina.

Della bambina si erano perse le tracce domenica 19 giugno. Poco prima dell’ora di cena era stata vista per l’ultima volta nel centro del paese in cui abitava con i genitori – un operaio e una badante di origini rumene ben integrati nel territorio già da qualche anno – in festa per le celebrazioni in onore di Sant’Anselmo, patrono del paese.

In serata, ascoltato nuovamente dagli inquirenti, il giovane rumeno ha ribadito la sua innocenza: “Non avrei mai potuto farle da male, per come era come se fosse una sorella”, ha detto.