Nove persone indagate per voto di scambio, compresi i due candidati che domenica si contenderanno la poltrona di primo cittadino. È un vero e proprio terremoto politico giudiziario quello andato in onda a Vittoria, la città in provincia di Ragusa che domenica sarà chiamata ad eleggere il nuovo sindaco nel turno di ballottaggio. A tre giorni dalle elezioni gli uomini del Gico della Guardia di Finanza di Catania sono piombati nei comitati elettorali di Giovanni Moscato e Francesco Aiello, i due candidati che al primo turno hanno conquistato un posto al ballottaggio. Secondo il quotidiano locale Sudpress.it ci sarebbero anche i nomi di Moscato e Aiello nell’elenco delle nove persone indagate dalla dda di Catania per voto di scambio.

Aiello, 70 anni, ex deputato regionale e assessore all’Agricoltura, è stato più volte sindaco di Vittoria in passato: storico esponente del Pci, è candidato con Sicilia Futura, la lista fai da te creata dall’ex ministro Salvatore Cardinale, e al primo turno ha ottenuto il 26 percento dei voti. Nove punti percentuali in meno rispetto a quelli conquistati da Moscato, avvocato di 39 anni, candidato del centrodestra, che ha smentito di essere indagato: “Mi è stato notificato solo un decreto di perquisizione del mio comitato elettorale – ha dichiarato – non mi risulta che sia indagato”.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Catania Amedeo Bertone (che proprio oggi è stato nominato dal Csm procuratore capo di Caltanissetta) e dal sostituto Valentina Sincero, è nata dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Biagio Gravina e Rosario Avila, e riguarda non solo le elezioni di questi giorni, ma anche quelle del 2011. Nel registro degli indagati è finito anche l’attuale sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, il fratello Fabio, e Lisa Pisani, la candidata del Pd alla poltrona di primo cittadino sconfitta al primo turno.

“Comunico di avere ricevuto questa mattina un’informazione di garanzia, assieme ad altri soggetti, per voto di scambio, e ritengo doveroso che l’opinione pubblica sappia immediatamente, dal momento che rivesto ancora, anche se per pochi giorni, un ruolo pubblico, tutto ciò che riguarda il sindaco della città”, ha detto Nicosia, mentre l’inchiesta della procura di Catania ha coinvolto anche Maurizio Di Stefano e Raffaele Di Pietro, indicati come vicini all’attuale sindaco, più due candidati al consiglio comunale: Cesare Campailla e Raffaele Giunta. La presenza di quest’ultimo in una lista civica vicina al Pd (dove era candidato anche Francesco Cannizzo, segretario cittadino dei dem) era stata tra l’altro denunciata durante la campagna elettorale dal sito laspia.it, dato che Giunta ha all’attivo alcuni precedenti penali: alla fine aveva deciso di ritirare la propria candidatura.