In autunno è stato per tutta Italia un modello di solidarietà e partecipazione, con una mobilitazione collettiva e spontanea a sostegno degli operai in presidio davanti alla Saeco, per protestare contro i licenziamenti. Ora Gaggio Montano, piccola realtà di nemmeno 5mila persone sull’Appenino bolognese, si prepara ad andare alle urne per eleggere il nuovo sindaco. Anche se è difficile parlare di una vera e propria scelta, perché qui, in cabina elettorale, gli abitanti troveranno un solo nome, quello di Maria Elisabetta Tanari, attuale sindaco di centrodestra. “Non è nulla di così particolare, in posti di montagna è normale. Anche perché non si guadagna nulla a fare il sindaco”.

tanariEletta per la prima volta nel 2011, è stata lei l’unica a candidarsi e il 5 giugno si presenterà con una lista civica, Sempre per Gaggio, che ha ottenuto l’appoggio trasversale, a destra come a sinistra, includendo anche nomi del Pd. “La vicenda della Saeco, che per noi è stata come una bomba esplosa sotto i piedi, ci ha fatto capire che l’unità d’intenti è fondamentale. A volte in politica è meglio unire che dividere, soprattutto se si deve amministrare”.

Di sicuro in questo caso le intese non sono larghe ma larghissime. “In lista ci sono volti di entrambi gli schieramenti. Le persone che lavorano con me le scelgo per la capacità, la preparazione e l’esperienza. Non certo per l’appartenenza partitica. Per amministrare un territorio come questo, difficile e complicato, bisogna occuparsi di problemi concreti, bisogna darsi da fare, non solo parlare di idee politiche”. Qui la Philips, proprietaria del marchio Saeco, dava da lavorare a parecchie famiglie. E le quasi 200 uscite volontarie, ottenute dopo mesi di trattativa, sono una ferita difficile da rimarginare, in un territorio già di suo in sofferenza. “L’impatto è stato forte. Ma fortunatamente per ora il tessuto tiene”.

Fino a qualche settimana fa, sembrava esserci la possibilità di un secondo candidato sindaco in corsa, Massimo Pelle. Alla fine però i suoi tentativi di formare una lista sono falliti e così ha rinunciato alla competizione. “Ora sta facendo campagna elettorale invitando a non andare alle urne. Azione che trovo irresponsabile e scorretta” dice il sindaco.

Il 5 giugno non sarà decisivo tanto l’orientamento politico della città, ma l’astensionismo. Nel caso di un’unica lista, la legge infatti prevede l’obbligo del quorum. Pena l’arrivo di un commissario prefettizio come amministratore, fino alle prossime elezioni comunali. “Conosco bene la mia comunità e so che ha una vocazione particolare alla partecipazione. Qui tanti fanno volontariato, nessuno si disinteressa. La storia della Saeco ne è un esempio. Quindi non sono preoccupata. E se il voto sarà annullato sono pronta a tornare a fare l’insegnante. Anche se mi dispiacerebbe, perché Gaggio non si merita un commissariamento”.