Il tifoso della Roma Daniele ‘Gastone’ De Santis è stato condannato dalla Terza Corte d’assise di Roma a 26 anni per aver ucciso il giovane tifoso del Napoli Ciro Esposito, ferito gravemente il 3 maggio di due anni fa poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli e poi morto dopo un’agonia durata 53 giorni. Per De Santis, presente in aula, i pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio avevano chiesto l’ergastolo. “Devi marcire per quello che hai fatto” hanno urlato dal pubblico alcuni amici di Ciro Esposito in aula al momento della lettura della sentenza. Misurata, come suo solito, la reazione di Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito: “La pena inflitta è congrua e giusta, per De Santis non provo odio perché l’ho perdonato. Io credo che qualsiasi pena serva da monito perché non accada più quello che è successo a mio figlio” ha aggiunto la donna. I giudici, per quanto riguarda invece la posizione di De Santis, hanno disposto una provvisionale in favore dei familiari di Esposito di 140 mila euro. “Non mi aspettavo questa sentenza perché le nostre argomentazioni erano solide e tanti testimoni hanno raccontato che De Santis ha cercato di sottrarsi a un linciaggio. Per questo mi sarei aspettato un proscioglimento per legittima difesa” ha detto Tommaso Politi, legale difensore dell’ultras giallorosso.

Oltre a De Santis, nell’ambito del processo per l’omicidio di Ciro Esposito sono stati condannati a 8 mesi di reclusione per rissa aggravata e lesioni (con pena sospesa) i tifosi partenopei Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito. Entrambi sono ritenuti parte del gruppo che provocò gli scontri durante i quali Ciro venne ferito a morte. Il giovane venne colpito, poco prima della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli del 3 maggio 2014 da un proiettile che gli ferì un polmone e arrivò alla colonna vertebrale. Il trentenne morì nel Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dopo 53 giorni di agonia.