Niente registrazioni audio o riprese video, post su Facebook e Twitter né, tantomeno, domande. Tutti zitti: parla il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Proprio così. È quanto accaduto questa mattina alla Luiss di Roma, dove il numero uno di via XX Settembre ha presenziato ad un seminario organizzato dall’università privata insieme all’Ordine dei giornalisti, nell’ambito della formazione obbligatoria prevista da una legge del 2011.

FUORI AREA – Nella sala che ospitava l’evento, dal titolo A quanta sovranità si può rinunciare? L’ora del governo europeo, era stata addirittura predisposta un’area stampa. Giornalisti da una parte e studenti dall’altra, insomma. Al momento dell’ingresso, ai cronisti – alcuni dei quali inviati dalle testate a seguire l’intervento del ministro – è stato ribadito il concetto espresso ieri dall’ufficio stampa dell’università con una e-mail spedita alle redazioni. Che cosa diceva? “Vi informiamo che il seminario formativo con il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan seguirà la Chatham House Rule. Ricordiamo che sotto Chatham House Rule non sarà possibile registrare, né fare riprese, né fare live tweetting, durante l’intervento del Ministro né riportare suoi virgolettati”. Ma cos’è la Chatham House Rule? Una regola convenzionale che disciplina le informazioni confidenziali scambiate durante le riunioni a porte chiuse (per permettere ai partecipanti di parlare liberamente). Proprio come, a detta degli organizzatori, era quella odierna.

NIENTE IN ORDINE – Il problema è nato quando, intorno alle ore undici, un’agenzia di stampa ha inavvertitamente rilanciato alcune dichiarazioni dello stesso Padoan. “Le tanto vituperate banche hanno svolto un’azione anticiclica sui mercati finanziari in termini di situazione dei loro portafogli, e questo suggerisce che forse non c’è bisogno di elementi di allocazione meccanica”, ha affermato il ministro. Il quale ha ribadito che l’opzione di porre un tetto ai titoli di Stato nei portafogli bancari “è sbagliata dal punto di vista economico, non è un’opzione all’ordine del giorno e comunque deve essere risolta a livello di Basilea”. Apriti cielo. La cronista è stata subito richiamata all’ordine sia dall’ufficio stampa della Luiss sia da Laura Sala, capo ufficio stampa del ministero dell’Economia. “Gli accordi erano chiari – le è stato spiegato –, visto che siamo nell’ambito di un seminario formativo dell’Ordine dei giornalisti non si potevano riportare le parole di Padoan”. “Sì, ma noi facciamo i giornalisti”, è stata la secca replica dell’inviata.

ZERO TITOLI – Come ha fatto notare qualcuno, inoltre, sulla piattaforma online alla quale i cronisti si sono dovuti registrare per poter partecipare all’evento, non era stata segnalata la presenza di alcuna Chatham House Rule. Ecco perché, al termine di un lungo conciliabolo volto ad uscire dall’impasse, si è giunti ad un compromesso. Quale? Tutti scriveranno la stessa cosa, “così nessuno prenderà un buco” (che nel gergo giornalistico vuol dire non aver pubblicato una notizia che invece altri hanno). Vedere per credere i titoli dei lanci di agenzia usciti dopo l’accaduto. Praticamente tutti uguali. “Banche, Padoan: Tanto vituperate, ma hanno svolto azione anticiclica” (ore 11.20); “Banche: Padoan, ‘Hanno svolto azione anticiclica su mercati’” (ore 11.27); “Banche: Padoan, ruolo anticiclico, no tetti a titoli Stato” (ore 12.47). E così via. Al termine dell’incontro il ministro è andato via filato, lasciando a bocca asciutta i giornalisti che, quantomeno, volevano raccogliere una sua dichiarazione sulla crescita del Pil. Per la cronaca: Padoan ha detto che, terminata l’esperienza di governo, tornerà ad insegnare Economia all’università. Ma purtroppo non ha potuto scriverlo nessuno.