L’ultima volta che hanno “litigato” c’era di mezzo la bonifica di Bagnoli. Ma oggi alla storia di poco amore tra Matteo Renzi e Luigi de Magistris si aggiunge un nuovo capitolo anche perché le elezioni ormai sono a un soffio. Il sindaco di Napoli va all’attacco annunciando che coinvolgerà Sergio Mattarella. “Renzi ha usato la prefettura di Napoli per un incontro elettorale. Vergogna. Scriverò al capo dello Stato per chiedere il rispetto delle regole”.

Ma cos’è che ha fatto infuriare l’ex pm? La riunione, tenutasi domenica dopo la firma del Patto per la Campania, tra una delegazione del rione Sanità e il premier, che aveva al suo fianco Valeria Valente, candidata Pd per Palazzo San Giacomo dopo la tormentata vicenda alle primarie e a pochi giorni dal raid camorristico che ha fatto due morti e tre feriti. Nel mirino di de Magistris c’è anche l’intesa stipulata tra Governo e Regione: “Una presa in giro, dentro non c’è nulla. Una truffa politica in piena campagna elettorale“.

A suo avviso il Patto di ieri (della cui firma “non sapevo nulla”) “toglie tre miliardi alla Campania” e “anche la Puglia perde risorse, ne ho parlato con Michele Emiliano”, poi cita Piercamillo Davigo, parla di “pezzi di istituzioni che rubano”, si chiede perché “i fondi per il Sud debbano essere gestiti da Invitalia”. Annota che Renzi “non parla delle comunali di Roma, Milano e Torino, ma a Napoli viene ormai una volta la settimana a fare campagna elettorale”. E conclude: “C’è chi vuol creare un clima di tensione a Napoli, temono vinca la linea della politica dal basso. Ecco perché alcune istituzioni si devono tenere fuori, specie quelle che appartengono alla catena del Viminale”.

Il primo cittadino dice che scriverà anche al prefetto, Gerarda Maria Pantalone, per esprimere “profondo rammarico” e al presidente della Repubblica “per chiedere che non si usino le istituzioni per condizionare la campagna elettorale”. La candidata replica che si trovava alla riunione “perché ero stata io stessa a chiederlo, dopo una sollecitazione avuta dai preti della Sanità durante la manifestazione indetta dopo l’agguato. Il sindaco dovrebbe interrogarsi sul perché a svolgere questo ruolo non sia lui”. A de Magistris risponde il sottosegretario Claudio De Vincenti: “Non si permetta. I nostri sono fatti, a lui lasciamo chiacchiere e propaganda”.