I primi tre segmenti del mercato europeo (A, B e C, dalla Panda alla Golf per intenderci SUV compresi, valgono quasi l’80% del venduto annuale nel vecchio continente. Così, per un costruttore che abbia una quota di circa l’1% e voglia aumentarla, sarebbe fondamentale concentrarsi su questi tre segmenti. Suzuki lo ha capito e con la nuova Baleno, che è parte del piano industriale Next 100 finalizzato al 2020, si inserisce in quel settore che da anni è il primo più importante in Italia e il secondo in Europa.

La Baleno non è certo il tipo di auto che si compra per l’emozione che può provocare, anche se guidandola si scopre più di un asso nella manica: l’ottima qualità costruttiva, il prezzo ben rapportato ai contenuti e uno spazio interno che ha davvero pochi eguali nel segmento.

Anche il bagagliaio da 355 litri è assolutamente superiore a quello delle concorrenti e viene da chiedersi dove i tecnici giapponesi abbiano trovato tutto questo spazio. La risposta, o parte di essa, si può trovare nella nuova piattaforma che è stata progettata proprio per quest’auto e che, una volta tanto, non è stata definita come “modulare”.

E’ evidente che, con le dovute modifiche, verrà usata anche su altri modelli, ma in Suzuki non lo sbandierano ai quattro venti. Preferiscono vedere la sorpresa di chi scende dall’auto e si compiace per un’agilità inaspettata, dovuta certamente all’ottimo motore 1.2 da 92 CV ma anche al peso di soli 940 kg, stavolta più da citycar che da piccola.

In effetti, la Baleno sembra molto concentrata su tutto ciò che è essenziale e meno attenta al superfluo. Così la posizione di guida è ampiamente regolabile per tutte le stature, i materiali sono solidi, ma toccandoli non si ha quella sensazione di qualità “percepita” tanto cara ai marchi premium.

Poi, però, c’è qualche dissonanza. Come quella creata dallo splendido display a colori da 4,2 pollici incastonato tra i due strumenti circolari – una rarità per il segmento – che però si comanda spingendo un’astina sul cruscotto, come sulle auto di venti o trenta anni fa. Si tratta di dettagli, come l’inutile sporgenza della cappelliera posteriore che ruba qualche centimetro di profondità all’immenso bagagliaio.

Al di là di queste inezie, l’unico difetto vero è lo sterzo. Forse è un problema di taratura al “servo” elettrico, ma la demoltiplicazione appare eccessiva, così come la lentezza di risposta. Ed è un peccato perché per il resto la Baleno si guida veramente con grande gusto, a partire dal motore. Il 1.2, aiutato dal sistema micro-ibrido – prevede un generatore/alternatore collegato con una batteria agli ioni di litio – ha una risposta molto pronta sin dai bassi regimi, una buona corposità ai medi e non disdegna l’allungo. E’ poi accompagnato sia da un ottimo cambio che da un assetto composto ma confortevole. Anche i freni risultano pronti e adeguati.

Insomma, la Baleno è un’auto nata subito bene e l’arrivo del 1.0 3 cilindri turbo da 112 CV ne amplierà la gamma di utilizzo. Manca il diesel, per scelta, e non arriverà nemmeno un 1.2 con meno cavalli per risparmiare sul bollo. Quanto allo stile, infine, ogni valutazione è personale. Da parte nostra diciamo solo che la Baleno ha una sua originalità e una strana armonia “ondulata” delle forme, che può piacere o meno ma è comunque distintiva.

SUZUKI BALENO – LA SCHEDA

Il modello: è un’auto tutta nuova, non sostituisce nessun altro modello ma sfrutta una piattaforma inedita. Si affianca alla Swift come scelta più razionale ed è concorrente naturale di Fiat Punto, Ford Fiesta, Hyundai i20, Kia Rio, Opel Corsa Peugeot 2008, Renault Clio, Seat Ibiza, Skoda Fabia e Volkswagen Polo
Dimensioni: lunghezza 3,99 metri, larghezza 1,75, altezza 1,47
Motori benzina: 1.0 turbo 3 cilindri da 112 CV; 1.2 da 92 CV con e senza sistema ibrido
Motori diesel: nessuno
Consumi omologati nel ciclo misto: da 4,0 a 4,4 litri/100 km
Emissioni di CO2: da 95 a 103 g/km di C02
Prezzi: a partire da 14.100 euro, in promozione a 10.900 euro
Ci piace: l’ottima risposta del motore, l’assetto confortevole e il grande spazio interno
Non ci piace: la risposta lenta e imprecisa del volante, i comandi del computer di bordo