Funzionari, politici e assessori regionali che godono di un auto di servizio dovranno tornare a casa dal lavoro con la propria vettura di servizio. Il ddl M5s, poi modificato dalla maggioranza in commissione, ha ottenuto il via libera della Camera e ora passa al Senato. Il pacchetto di norme stringenti sull’argomento ha ottenuto 387 sì (tra cui i 5 stelle), nessun contrario e 19 astenuti di Forza Italia. Diventa reato penale e, precisamente, peculato d’uso, l’uso delle auto di servizio per il tragitto da casa all’ufficio. Inoltre, le amministrazioni pubbliche non potranno acquistare autovetture né stipulare contratti di locazione finanziaria per avvalersene fino al 31 dicembre 2017, anziché 31 dicembre 2015, come previsto dall’ultima legge di stabilità.

Festeggiano i 5 stelle: “Hanno provato ad affossarla per ben due volte”, ha commentato il deputato Giorgio Sorial, “ma alla fine la nostra tenacia ha avuto la meglio e oggi sarà ricordato come il giorno in cui la Camera ha detto finalmente ‘stop’ alle auto blu, un privilegio che costa a tutti i cittadini italiani la bellezza di 400 milioni di euro l’anno”.

La legge, come spiega l’agenzia Ansa, proroga a tutto il 2017 il divieto per le amministrazioni pubbliche e le Autorità indipendenti (comprese Bankitalia e Consob) di comprare o prendere in leasing nuove auto di servizio. Un divieto introdotto dal governo Monti nella legge di Stabilità del 2013 per quell’anno e il 2014, e poi prorogato di un altro anno da Renzi. Inoltre si tenta di rendere più cogente il tentativo di vendita di auto blu, avviato nel settembre 2014 dal governo attuale. Infatti per arrivare a un censimento attendibile, le amministrazioni che non forniranno i dati sul proprio parco auto saranno segnalate all’Autorità anti corruzione (Anac), che potrà multare i funzionari reticenti con sanzione dai 500 ai 10.000 euro. Restano ferme le norme sulla vendita delle auto blu o sulla loro cessione gratuita a Onlus che operano nel sociale.

La novità maggiore riguarda però l’utilizzo delle auto di servizio. L’uso, afferma la legge, “è consentito solo per singoli spostamenti per ragioni di servizio, che non comprendono lo spostamento tra l’abitazione e il luogo di lavoro in relazione al normale orario d’ufficio“. Chi non si attiene alla nuova regola finisce sul penale e per l’esattezza nel peculato d’uso. Questa legge si applica immediatamente alle pubbliche amministrazioni e alle Autorità indipendenti, mentre gli organi Costituzionali (che hanno autonomia normativa, la cosiddetta autodichia) dovranno recepire queste indicazioni nei regolamenti interni: questo vale quindi per il Parlamento, la Presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale. Per le Regioni, che in base al federalismo hanno propria competenza su questa materia, queste norme “costituiscono disposizioni di principio ai fini del coordinamento della finanza pubblica” (competenza questa dello Stato), per cui dovranno “adeguare i propri ordinamenti” a questi nuovi vincoli.