“Dopo il disastro delle primarie del 2011 non immaginavo che alcuni di quei protagonisti ritornassero sul luogo del delitto. Che dire, i lupi perdono il pelo ma non il vizio…!!”. A parlare non è un attivista 5 stelle o un avversario politico del Pd. E nemmeno un esponente della minoranza interna ai democratici. La denuncia arriva da un renziano della prima ora, il senatore Vincenzo Cuomo. Che non solo accusa, ma fornisce anche ulteriori prove su quanto hanno dimostrato i video pubblicati da Fanpage: alle primarie del centrosinistra di Napoli non tutto è andato per il verso giusto. Persone pagate per andare a votare, esponenti di centrodestra che danno indicazioni su quale candidato sostenere (almeno in uno dei casi a essere avvantaggiata dall’indicazione è la renziana Valeria Valente, poi vincitrice), truppe cammellate e quant’altro serve ad alimentare il sospetto di brogli. Il primo effetto già c’è stato, con Antonio Bassolino che ha presentato ricorso contro l’esito delle urne. Cuomo, dal canto suo, non usa mezzi termini per definire l’accaduto. E lui, delle consultazioni per la scelta del candidato sindaco partenopeo, è al tempo stesso testimone oculare e protagonista, visto che è stato presidente del seggio nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.

Il senatore non le manda a dire: “Mercimonio organizzato, mercificazione del voto con persone organizzate scientemente davanti ai seggi”. E ancora: “Fatti gravissimi” che “ledono l’immagine del Pd e che minano la credibilità delle primarie”. Fatti “ben più gravi di quelli che si sono verificati nel 2011, quando le primarie furono annullate” e che “non vanno sanzionati in maniera regolamentare ma sul piano politico”. Cuomo, del resto, ha presieduto il seggio davanti al quale FanPage ha ripreso il consigliere comunale Antonio Borriello mentre dava l’euro del contributo ad una, due persone. In quel seggio è stato dalle ore 8 alle 21, con circa due ore di pausa. “Solo una volta ho dovuto sospendere le operazioni di voto – racconta all’Ansa- è quando verso le ore 12-12.30 mi sono reso conto che mentre la gente era in fila veniva avvicinata da alcune persone che non avevano alcun titolo a stare nel seggio“.

Poi la battuta, grottesca, per sdrammatizzare: “Ho notato un’affluenza più ‘spintanea’ che spontanea, ecco”. Cuomo, tuttavia, ci tiene a chiarire che lui non ha assistito mai alla cessione di soldi all’interno del seggio: “Se avessi visto una cosa del genere avrei fermato tutto”. Il video di Fanpage invece lo ha visto, al pari delle “facce inquietanti” davanti ai seggi. La storia di dare l’euro per far votare la gente, la blocca così: “L’euro è un contributo. Nel mio seggio, e l’ho fatto mettere a verbale, circa una trentina di persone hanno votato anche senza dare l’euro. Quindi non è certo una giustificazione“. Ecco perché parla di “mortificazione” e ricorda le primarie di cinque anni fa, “una lezione che non è affatto servita”.

Cuomo è un fiume in piena: “Nessuno immaginava che dopo il disastro del 2011 osassero tanto – dice il senatore – nessuno avrebbe mai immaginato che si potessero registrare episodi così gravi, pensavamo fosse stata una lezione, ed invece non lo è stata”. E va anche oltre. Una denuncia su tutta la linea: “Quelle primarie furono annullate per fatti molto meno gravi, per dei cinesi in fila. Tutto ciò che questa volta il video mostra, non solo indigna ma mortifica la miseria di chi è costretto a prestarsi a tale mercimonio ed offende le centinaia di militanti, me compreso, che pur tifando e sostenendo il loro candidato, pensavano che quest’occasione potesse rappresentare un volano per il Pd in vista delle imminenti elezioni comunali a Napoli. Dopo il disastro delle primarie del 2011 non immaginavo che alcuni di quei protagonisti ritornassero sul luogo del delitto. Che dire, i lupi perdono il pelo ma non il vizio…!!”.