“La sinistra esulta: Allah Akbar“. Così il governatore Roberto Maroni sul suo profilo Twitter ha commentato la sentenza della Corte costituzionale che martedì ha bocciato la legge della Regione Lombardia che di fatto impediva la costruzione di nuove moschee. Dal canto suo il segretario della Lega Matteo Salvini ha scritto: “Consulta boccia la legge di Regione Lombardia che impone limiti e regole per moschee e altri luoghi di culto. E brava la Consulta islamica”. Soddisfatto invece il segretario lombardo del Pd, Alessandro Alfieri, che ha rivendicato: “L’avevamo detto, Maroni è un pasticcione e fa leggi solo per motivi ideologici. Ora è da rifare tutto. Noi siamo per la libertà di culto e per rafforzare la sicurezza, Maroni fa solo battaglie ideologiche”.

La legge varata nel gennaio 2015 contiene una serie di norme urbanistiche particolarmente restrittive per la costruzione di nuovi luoghi di culto, comprese sinagoghe e templi protestanti o buddisti. Il testo era stato impugnato dal governo davanti alla Consulta, perché secondo l’esecutivo violava diversi articoli della Costituzione tra cui i principi di uguaglianza dei cittadini e delle confessioni religiose. La Corte ha deciso per la bocciatura, ma le motivazioni si conosceranno nelle prossime settimane. 

Secondo Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda, “la bocciatura da parte della Consulta della legge regionale lombarda che normava la costruzione di nuovi edifici di culto, imponendo regole chiare, controlli, e dando anche ai cittadini residenti la possibilità di esprimersi a riguardo, rappresenta l’ennesima ingerenza politica di Roma, e del governo Renzi (mai eletto dal popolo) nei confronti di chi, democraticamente eletto come il governatore Maroni, cerca solo di tutelare il proprio territorio e raccogliere le istanze dei suoi cittadini”. Il capogruppo in Regione Lombardia della Lega, Massimiliano Romeo, ha annunciato che verrà presentato “un nuovo progetto di legge con opportune modifiche che otterrà il medesimo risultato del provvedimento impugnato dal governo Renzi, ovvero dare delle regole certe e chiare per la realizzazione dei luoghi di culto, moschee comprese”. Romeo in una nota ha aggiunto che la bocciatura “è la conferma che siamo di fronte alla resa dello Stato italiano di fronte all’Islam”, ma “noi non ci arrendiamo, non intendiamo far diventare Milano e la Lombardia una enclave del Califfato“.

“Archiviamo finalmente una legge idiota e propagandistica che avrebbe prodotto solo problemi”, dice invece Eugenio Casalino, consigliere regionale lombardo del M5S.
“Non ci voleva un esperto per capire che quel testo violava in più punti la Costituzione Italiana sul diritto di culto”, ha aggiunto il M5S lombardo, “come ricordato in ben tre pareri dell’ufficio legislativo del consiglio regionale ed ignorato dalla maggioranza, così come la voce di Anci Lombardia e delle undici confessioni religiose audite, compresa quella cattolica”.