Le origini. Il M5s si presenta come il massimo difensore del ddl sulle unioni civili, adozioni gay comprese, affermando più volte che non cederà di un millimetro per approvare il disegno di legge senza modifiche. Ovviamente la mossa è solo tattica e mira a mettere in difficoltà Renzi, che sul punto delle adozioni ha problemi sia nel suo governo e che nel suo partito.

Prima puntata. Libertà va cercando ch’ è si cara. Quando sembrava che il M5s sarebbe rimasto col cerino in mano, perché si stava ipotizzando lo stralcio del punto più controverso, le adozioni appunto, si accampa una libertà di coscienza che all’interno dei gruppi parlamentari cinque stelle non c’è mai stata.

Seconda puntata. Retromarcia sul canguro. Quando per una serie di vicende che qui non importa approfondire c’era la possibilità di approvare il ddl integralmente come desiderato attraverso il cosiddetto “canguro” (un meccanismo certo deprecabile, che consente di superare certe forme di ostruzionismo parlamentare, ma che in questo caso avrebbe consentito di raggiungere l’obiettivo inizialmente perseguito), viene fatta una nuova marcia indietro, non certo per via del canguro ma perché in questo modo si sarebbe fatto un regalo a Renzi.

Terza puntata. Il colpo di scena. Ora di fronte al rischio che alla fine il governo si compatti proprio mentre il ddl in questione lo aveva lacerato arriva un nuovo colpo di scena, perché se Renzi ponesse la fiducia sul disegno di legge costringerebbe il M5s a votare contro un disegno di legge che in realtà vuole e ci farebbe una figura de mierda.

Finale aperto. Ma il gioco lo ha condotto sempre Renzi, mentre Casaleggio è stato costretto a continue giravolte.
Insomma, manovre, tatticismi, per non apparire troppo su posizioni non alternative a Renzi. Comunque vada a finire è chiaro che ormai siamo di fronte ad un partito che agisce come gli altri, o forse addirittura peggio, dal momento che è persino difficile capire che cosa voglia veramente il M5s, un giorno vuole una cosa e il giorno dopo la cosa opposta. Gli italiani che lo hanno votato per la coerenza e onestà che emergeva dalle loro posizioni cominciano da fatti come questi a percepire che sono come gli altri e in più politicamente del tutto inaffidabili.