Alla vigilia della visita di Papa Francesco, una rivolta in carcere sconvolge il Messico. Un gruppo di detenuti ha appiccato un incendio per distrarre le guardie e favorire un tentativo di fuga e nella prigione di Topo Chico, a Monterrey, nello stato di Nuevo León, è stata carneficina. Il quotidiano Reforma on-line parla di “50 morti e 70 feriti”, mentre secondo El Universal “ci sono più di 40 vittime e almeno 50 feriti”.

Le autorità, che per il momento non hanno dato conferme sul numero delle vittime, parlano di un tentativo di ammutinamento e della conseguente reazione della polizia penitenziaria. Tra i morti figurano reclusi, guardie e funzionari, precisano le fonti. Dall’esterno del carcere, dove sono giunti numerosi familiari dei reclusi, si vedono chiaramente colonne di fumo che si alzano dalla struttura.

Secondo le prime ricostruzioni i rivoltosi, appartenenti al gruppo criminale Los Zetas, hanno preso il controllo di un’area del carcere provocando un incendio, mentre dall’esterno si sono verificate delle esplosioni. La rivolta è iniziata all’alba nella più antica prigione dello Stato e tre ore dopo le autorità hanno cercato di sedarla con un ingente dispiegamento di forse di polizia, inclusi membri dell’esercito e della guardia civile di Monterrey. Secondo alcuni testimoni, dall’esterno del carcere si sentivano esplosioni e grida mentre le forze di sicurezza circondavano la zona.In quella che è l’unica informazione ufficiale resa nota finora si sottolinea che “la situazione è sotto controllo dalle ore 01,30”. I media locali confermano che alcuni detenuti sono riusciti a fuggire, ma anche in questo caso non è ancora noto il numero.

In mattinata a Roma il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, aveva parlato del viaggio del pontefice: “La presenza del Papa in Messico”, ha detto Parolin intervistato dal Centro Televisivo Vaticano,  vuole essere “un aiuto per riscoprire e vivere, nella vita quotidiana, l’annuncio e la testimonianza della misericordia”. La Chiesa è chiamata a “denunciare il male che è presente, alzare la voce contro tutti quei fenomeni negativi, a partire dalla corruzione, dal narcotraffico, dalla violenza, dalla criminalità, che impediscono al Paese di procedere speditamente sulla via del progresso materiale e spirituale”.

Bergoglio sarà in Messico tra venerdì e il 18 febbraio prossimi. Nel corso del pellegrinaggio, sul tema “Missionario della misericordia e della pace”, il Pontefice, tra l’altro, pregherà nella Basilica di Guadalupe, incontrerà le comunità indigene del Chiapas, visiterà un penitenziario e celebrerà la messa a Ciudad Juarez.