Automobili, contributi forfettari ai parlamentari, lussuose cene per presentare il nuovo governo, rimborsi benzina, giornali e persino necrologi: spese finanziate esclusivamente da denaro pubblico. C’è di tutto nella prima condanna emessa dalla Corte dei conti nell’ambito dell’inchiesta sulle spese pazze all’Assemblea regionale siciliana: quasi seicentomila euro che adesso dovranno essere risarciti da Francesco Musotto, ex leader di Forza Italia negli anni Novanta, poi migrato nel Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo. Ed è proprio in relazione al suo ruolo di capogruppo del Mpa al parlamento siciliano tra il 2008 e il 2012, che Musotto è stato condannato a restituire 589mila euro.

Nella sentenza emessa dal giudice Luciana Savignone ci sono spese di ogni tipo: a cominciare dai quasi 200mila euro “erogati a pioggia” ai deputati che facevano parte del gruppo indipendentista all’Ars. Contributi diversi, giustificati sempre come una generica “indennità di funzionamento del gruppo”. A Musotto vengono contestati anche 18.413 euro utilizzati per rimborsare agli onorevoli del Mpa pasti e caffè al bar dell’Ars. “I deputati – scrivono i giudici nella sentenza di condanna – avevano già diritto ai buoni pasto; invece, come dichiarato dal rappresentante della ditta e dal cassiere, facevano fatturare sistematicamente la differenza, anche per i pasti consumati dai loro ospiti, a carico del gruppo d’appartenenza”. C’è poi una spesa non rendicontata da 134mila euro, denaro utilizzato per acquistare quotidiani, materiale di cancelleria, stampanti, più altri 103.468 euro che invece sono stati utilizzati per affittare un immobile nel centro di Palermo, dato che – a sentire l’ex capogruppo del Mpa – gli uffici di Palazzo dei Normanni non bastavano a contenere deputati e portaborse. “Una spesa del tutto estranea ai fini del gruppo perché sede del partito Mpa”, scrivono sempre i magistrati contabili. Nella sentenza di condanna si fa cenno anche ai 58.405 euro utilizzati per manifestazioni politiche, ai 28mila elargiti ad associazioni e comitati locali, ai 9 mila spesi in ristoranti e alberghi, fino ai 5.470 euro usati per pubblicare necrologi sui giornali. Corposo il capitolo delle spese rimborsate da Musotto all’ex senatore Vincenzo Oliva, commissario regionale del Mpa: 17mila euro per pasti, benzina e taxi, più 22.289 euro per il noleggio di una fiammante Audi A6.

La lista della spesa continua con i 4.700 euro usati nel 2010 per pagare una cena a Villa Alliata, quando l’ex governatore Lombardo presentò la sua nuova giunta, nata grazie all’appoggio del Pd. “Non si comprende – commentano i giudici – come un evento conviviale possa farsi rientrare tra le finalità istituzionali del gruppo”. Il nome di Raffaele Lombardo fa capolino anche in relazione ai 45mila euro in contanti che Musotto avrebbe prelevato per consegnarli proprio all’ex governatore. Da parte sua, l’ex presidente, condannato in primo grado per concorso esterno a Cosa nostra, ha sempre smentito di aver ricevuto denaro da Musotto. L’inchiesta sulle spese pazze all’Ars era nata nel 2012 su input del nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza, e aveva passato in rassegna i fondi utilizzati dai gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana: alla fine le Fiamme gialle avevano contestato un danno da oltre due milioni di euro.

Oltre a Musotto, sotto indagine da parte della Corte dei conti sono finiti altri sette politici, che tra il 2008 e il 2012 avevano occupato la poltrona di capogruppo al parlamento siciliano. Si tratta di Innocenzo Leontini, (Pdl, al quale viene contestato un danno da 110 mila euro), Cateno De Luca (gruppo misto, 4 mila euro di contestazione), Cataldo Fiorenza (Misto, 31 mila euro di contestazione), Rudy Maira (Udc, 400 mila), Antonello Cracolici (Pd, 500 mila euro – oggi assessore all’Agricoltura del governo di Rosario Crocetta) e Giambattista Bufardeci (Grande Sud, 60mila euro, nominato sempre da Crocetta nel Consiglio di giustizia amministrativa): sono tutti in attesa della sentenza. Parallela all’indagine della Corte dei conti, si era aperta nei mesi scorsi anche un’inchiesta della procura di Palermo. L’indagine della magistratura ordinaria è stata chiusa quest’estate e alla fine gli inquirenti hanno chiesto di processare dodici politici per peculato (archiviata la posizione di Cracolici). Anche nella richiesta di rinvio a giudizio depositata al gip Riccardo Ricciardi c’è praticamente di tutto: dalle ceste natalizie, ai ristoranti, alle cravatte di marca, fino addirittura ai Diabolik. Anche l’acquisto del celebre fumetto di Angela e Luciana Giussani sarebbe stato rimborsato dall’Ars: cosa c’entri tutto questo con il normale funzionamento dei gruppi parlamentari dovranno adesso deciderlo i giudici.