Aleksandr Litvinenko venne “probabilmente” ucciso per ordine di Vladimir Putin. È quanto si legge nelle conclusioni di un’indagine pubblica sulla morte dell’ex agente del Kgb, rivelate oggi nel Parlamento britannico dal giudice Sir Robert Owen. Nella relazione di circa 300 pagine si legge che i due killer, Andrei Lugovoi e Dmitri Kovtun, hanno probabilmente agito sotto la direzione del servizio di intelligence di Mosca, l’Fsb, quando hanno avvelenato il 43enne, oppositore di Putin, nel Millennium Hotel di Mayfair. Il premier David Cameron non ha dubbi, il rapporto “conferma quello che abbiamo sempre pensato, e che abbiamo creduto all’epoca di questo omicidio spaventoso, è stata un’azione commissionata da uno Stato”, si legge sulla Bbc.

Il ministro dell’Interno britannico Theresa May ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore russo a Londra, per protestare contro quella che viene definita la mancata collaborazione di Mosca contro i due sospetti esecutori dell’omicidio e per chiedere che si indaghi sul ruolo dell’Fsb, e il congelamento dei beni di Lugovoi e Kovtun, nei confronti dei quali resta in vigore un mandato di cattura internazionale. Un portavoce di Dowing Street ha detto alla Bbc che il primo ministro britannico David Cameron “sta considerando” ulteriori possibili misure, senza però precisare di quali provvedimenti potrebbe trattarsi. Anche Scotland Yard “sta valutando attentamente” il rapporto.

Litvinenko morì per avvelenamento da polonio radioattivo, poche settimane dopo dopo essersi incontrato con due uomini russi in un hotel della capitale britannica dove si era rifugiato. In punto di morte, il dissidente accusò il presidente russo di aver ordinato la sua uccisione. Mosca ha sempre negato il proprio coinvolgimento.

Il giudice Owen si dice “sicuro che (Lugovoi e Kovtun, ndr) abbiano messo il polonio 210 nella teiera al Pine Bar dell’Hotel Millennium il primo novembre del 2006″, si legge nel rapporto conclusivo dell’inchiesta. E considera “probabile” che Lugovoi abbia avvelenato Litvinenko su direzione dell’Fsb, con “anche Kovtun in azione sotto direzione dell’Fsb”. “L’operazione per l’uccisione di Litvinenko è stata probabilmente approvata da Nikolai Patrushev (allora, e fino al 2008, direttore dell’Fsb) e da Vladimir Putin”, si legge anche nel rapporto.

Immediata la risposta di Mosca: “La chiusura del caso Litvinenko avviene in modo illegittimo e incivile e avrà conseguenze sulle relazioni tra la Russia e il Regno Unito – si legge in una nota del ministero degli Esteri russo citata dall’agenzia di stampa Interfax – il caso è stato politicizzato”. “Ci rammarichiamo del fatto che un caso meramente criminale sia stato politicizzato e abbia offuscato l’atmosfera generale dei nostri rapporti bilaterali”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova.

Fonti citate dall’agenzia di stampa Interfax fanno sapere che il Cremlino non autorizzerà l’estradizione in Gran Bretagna di Lugovoi e Kovtun e neanche aprirà un caso giudiziario a loro carico. “Mosca non accetterà il verdetto dei giudici britannici. Londra ha violato il principio della presunzione di innocenza”, è il commento di un’altra fonte citata dall’agenzia Ria Novosti.

Il Cremlino prepara le contromosse e comincia a far trapelare accuse contro le autorità britanniche. Una fonte che ha “familiarità” con il mondo dei servizi di sicurezza ha detto a Interfax che i cittadini russi che “collaborano con i servizi segreti britannici” hanno la tendenza a morire “in circostanze misteriose“. Secondo Mosca si starebbe insomma “delineando una cornice” di eventi: “Due testimoni chiave sono morti in circostanze non chiare” prima che fosse stata presa la decisione “sull’indagine pubblica” sul caso Litvinenko, ha dichiarato la fonte.

“Le accuse contro di me sono assurde – ha detto Lugovoi a Interfax – I risultati dell’indagine resi pubblici oggi confermano la posizione antirussa di Londra e la mancanza di desiderio degli inglesi di stabilire la vera causa della morte di Litvinenko”.

La vedova di Litvinenko, Marina, si è detta “certamente molto soddisfatta che le parole pronunciate in letto di morte da mio marito, in cui aveva accusato Putin del suo omicidio, siano state provate vere in una Corte inglese con i più alti standard di indipendenza – ha affermato-  ma ora è il momento di David Cameron. Chiedo immediatamente l’espulsione dal Regno Unito di tutti gli operativi dell’intelligence russa, che sono basati all’ambasciata a Londra”