“Il sindaco di Quarto non mi ha mai parlato di minacce. L’espulsione di De Robbio? Decisa dopo che Capuozzo mi riferì il suo interrogatorio”. E’ questa la ricostruzione dei fatti secondo Roberto Fico, deputato e membro del direttorio M5S, in merito al caso che ha travolto la giunta 5 Stelle. Il comune da settimane è al centro delle polemiche per l’inchiesta della Dda di Napoli che vede indagato l’ex consigliere M5S Giovanni De Robbio per tentata estorsione ai danni del sindaco e voto di scambio. Mentre il primo cittadino nella sua ultima deposizione del 14 gennaio ha riferito di aver incontrato più volte il parlamentare per raccontargli tutti i particolari del caso, lui sentito come teste l’8 gennaio scorso riferisce: “A me ha detto cose diverse che a voi”. Davanti ai magistrati Fico ricostruisce la sua cronologia: “Il 28 novembre Capuozzo mi scrive su whatsapp dopo il suo interrogatorio (il 25 novembre ndr) e ci vediamo il primo dicembre. Poi parlo subito con il direttorio e parte l’espulsione di De Robbio”. Su Facebook oggi ha aggiunto un’altra data: “Ho partecipato a un vertice con i consiglieri comunali a luglio scorso. Erano noti i contrasti politici, ma non le minacce”.

Capuozzo, che pur essendo consapevole delle pressioni non ha denunciato, è stata espulsa dal Movimento 5 Stelle, ma per il momento non ha deciso di dimettersi. La Capuozzo in un primo momento ha negato di essere stata vittima di minacce e ha detto di non aver informato i vertici. Resta il mistero se davanti ai magistrati il 14 gennaio abbia cambiato versione. I deputati del direttorio, e in particolare Luigi Di Maio e Roberto Fico, sono stati categorici nel dire di non essere mai stati al corrente del ricatto di De Robbio. Nelle intercettazioni agli atti la sindaca dice alla collega Concetta Aprile “ho già avvertito Di Maio”, mentre l’ex capogruppo durante una telefonata la consola dicendo “Fico ha detto di andare avanti tranquilli”.

Il verbale di Roberto Fico – Un’ora è durato il faccia a faccia con il pm Henry John Woodcock, il magistrato della Dda che con i procuratori aggiunti Giuseppe Borrelli e Filippo Beatrice, sta indagando sulle infiltrazioni camorristiche nel Comune di Quarto amministrato dai Cinque Stelle. “Io non ho mai saputo dalla Capuozzo”, si legge nel verbale di Fico, “la vicenda nei termini in cui ve l’ha illustrata. Ho appreso dai giornali che la vicenda era più profonda e dettagliata rispetto a quanto riferitomi. Subito dopo mi sono confrontato prima con il direttorio, poi anche con la Capuozzo sulle prospettive future da seguire a Quarto, chiedendo ancora una volta alla Capuozzo se si era sentita minacciata e ricevendo la risposta che non aveva avvertito una vera e propria minaccia”.

Fico nel sua deposizione dell’8 gennaio scorso, ha ribadito che non era a conoscenza del ricatto: “La Capuozzo non mi ha mai parlato in modo espresso e diretto delle minacce e della bagarre con De Robbio. Ha detto però che De Robbio insisteva per l’affidamento ai privati dello stadio di Quarto, e che gli voleva far incontrare imprenditori in una sede non ufficiale e che lei si era rifiutata. Tengo a precisare che se la Capuozzo mi avesse parlato anche latamente di minacce subite io le avrei detto di andare a presentare una denunzia, come del resto è accaduto quando le fu recapitato il plico anonimo con le foto della sua casa”.

Fico si è soffermato poi sui contatti col sindaco dopo che la macchina della giustizia si era messa in moto: “La Capuozzo quando è stata sentita dal pm la prima volta alla fine di novembre mi ha chiesto, via whatsapp, di vedermi da vicino urgentemente. Poi ci siamo visti dopo qualche giorno in un bar di piazza Amedeo a Napoli e mi ha detto che era stata sentita su questioni riguardanti De Robbio”. E dal telefonino ricostruisce i contatti: l’incontro al bar il primo dicembre, il messaggio whatsapp il 28 novembre.

Le domande del pm si sono concentrate poi su De Robbio, personaggio chiave dell’inchiesta. Come mai, chiede il pubblico ministero, De Robbio era riuscito ad ottenere così tanti voti? ”Ciò non ha suscitato in me particolari perplessità: ho immaginato che si sia dato da fare più di altri, facendo una campagna elettorale a tambur battente e vecchio stile, che per la verità non è particolarmente condivisa dal M5S. Personalmente non mi sono mai posto il problema delle preferenze, anche perché a Quarto erano state eliminate sette liste dal giudice amministrativo e non correva il Pd, dunque c’erano più voti a disposizione”.

Il deputato del M5s ha infine evidenziato che la procedura di espulsione dal Movimento di De Robbio ha avuto un input e una svolta decisiva dopo il colloquio con la Capuozzo il primo dicembre, cioè dopo che la Capuozzo – ha detto – in seguito al suo primo interrogatorio del 24 novembre, mi aveva informato su ciò che il pm le aveva chiesto su De Robbio. Non ricordo se mi raccontò tutto l’interrogatorio, ma sicuramente mi disse quanto io ritenni sufficiente per dare impulso alla procedura di espulsione”. Informò quindi il direttorio (composto da lui, Di Maio, Di Battista, Ruocco e Sibilia), e la procedura terminò con una mail inviata direttamente da Beppe Grillo all’espulso.

L’ex capogruppo Nicolais: “I due si vedevano a casa del parlamentare. C’era anche Di Maio” – Il 12 gennaio Woodcock ha convocato come teste Alessandro Nicolais, capogruppo del M5s a Quarto, chiamato a rispondere in merito a una intercettazione telefonica con la Capuozzo durante la quale quest’ultima espresse una forte preoccupazione per le presunte minacce. “La Capuozzo – ha affermato – mi ha riferito che parlava saltuariamente, di solito nei fine settimana, con Fico, ma non so cosa si dicessero. Mi risulta che la Capuozzo si incontrasse, unitamente al vicesindaco Perotti che me lo ha confermato, a casa di Fico. In una circostanza la Capuozzo mi disse che a casa di Fico c’era anche Di Maio”.

Capuozzo ai pm: “Ho detto a Fico tutti i particolari” – La sindaca ex M5S invece nel corso della sua sesta deposizione davanti ai magistrati, il cui verbale sarà depositato nei prossimi giorni, ha fornito nuovi dettagli in merito alle dinamiche dei mesi scorsi. Capuozzo infatti nelle sei ore di interrogatorio ha ricostruito i suoi incontri con il deputato del direttorio Roberto Fico e ha detto, a differenza della sua prima versione, che gli ha riferito tutti i particolari della vicenda. L’ex capogruppo Alessandro Nicolais, rassegnando le sue dimissioni giovedì 14 gennaioaveva confermato il fatto che nelle scorse settimane ci fosse stato un incontro con il presidente della Commissione di Vigilanza Rai e membro del direttorio.