Più attenti all’ambiente e al sociale Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino. Più propenso ad attirare investimenti privati sulla città, anche grazie a qualche privatizzazione, Giuseppe Sala. I programmi dei candidati alle primarie milanesi del centrosinistra non sono ancora stati presentati ufficialmente, ma le linee guida si possono già tracciare grazie alle dichiarazioni sinora fatte. Il manager di Expo promette per esempio la rigenerazione di nove luoghi simbolo della città, da individuare in ciascuna zona, vuole dedicarsi alla ricerca di fondi del pubblico e delle imprese per la cultura e annuncia che tra le prime cose riproporrà il piano per la riqualificazione degli ex scali ferroviari, bocciato a fine anno per le divisioni del centrosinistra in consiglio comunale.

Majorino parte dall’esperienza maturata come assessore alle Politiche sociali per garantire il suo impegno sull’introduzione di un reddito minimo comunale, mentre in tema di mobilità propone un progetto di “rivoluzione verde”. Balzani, attuale vicesindaco e assessore al Bilancio, parla di “zero consumo di suolo”, lancia l’idea di nominare un assessore della notte, responsabile delle attività creative e della sicurezza dopo il tramonto, in modo da avere una città sempre viva. E mostra la sua attenzione per gli immigrati, dicendosi favorevole al voto agli stranieri per le amministrative e a una moschea in città, progetto peraltro portato avanti dall’attuale giunta e su cui si è speso lo stesso Majorino, ma che è al momento bloccato in seguito a una sospensiva del Tar.

Ognuno dei tre contendenti, a cui si aggiunge l’outsider il presidente dell’Uisp (Unione italiana sport per tutti) Antonio Iannetta, ha la sua schiera di supporter di rilievo. Il dibattito che si è sviluppato sui giornali e negli incontri pubblici non è stato privo di frecciate reciproche e polemiche, come quella scatenata dall’apertura di Sala a Comunione e liberazione. Ma a tenere banco sono stati soprattutto i temi che il prossimo sindaco si troverà di sicuro ad affrontare. Ecco quali sono le proposte dei tre favoriti.

Mobilità e lotta all’inquinamento
Dopo l’emergenza smog delle ultime settimane, una questione calda è cosa fare per limitare il traffico e le emissioni di C02. Estendere Area C rispetto all’attuale Cerchia dei bastioni è una delle soluzioni proposte sia da Balzani che da Majorino. Contrario invece Sala, che ritiene più importante trovare i soldi per estendere la rete delle metropolitane, per esempio arrivando fino a Monza. In ogni caso i mezzi pubblici sono da potenziare anche secondo la vicesindaco, che vorrebbe creare in prossimità delle tangenziali una serie di parcheggi remoti, con tanto di servizi come banche e supermarket, e vorrebbe puntare su forme di mobilità condivisa e di mobilità dolce, come la bicicletta. Sensibile al tema è anche Majorino, che parla di mezzi puliti e sconti sui biglietti Atm per anziani, disoccupati e precari, oltre che viaggi gratuiti per i genitori che accompagnino i figli a scuola.

Oltre che con la diminuzione del traffico, le emissioni inquinanti si combattono anche con l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici. Per Balzani sarà importante incentivare la sostituzione delle caldaie vecchie, cosa su cui è d’accordo anche Sala, che vorrebbe coinvolgere le banche, attirando finanziamenti che coprano parte delle spese.

Periferie ed emergenza casa
“Finché ci saranno 9mila alloggi popolari vuoti e 21mila persone in lista di attesa, il centrosinistra non potrà dirsi soddisfatto del suo lavoro”. Il copyright è di Majorino, che fa suo il messaggio “zero case vuote”, da concretizzare con la ricerca di risorse straordinarie. Ma il problema della gestione delle case popolari è sentito anche dai suoi sfidanti. Sala ha fatto riferimento alla possibilità di coinvolgere Cassa depositi e prestiti, di cui al momento è membro del cda, per la ristrutturazione degli immobili e per interventi di housing sociale. Altre risorse, secondo il manager, si potrebbero recuperare grazie alle privatizzazioni: “Non è necessario che il comune continui a essere proprietario del 52% di Sea – ha detto il manager sulla società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa -. Cosa ci impedisce di venderne una parte per fare lavori di risanamento?”.

Per Balzani i finanziamenti necessari a contrastare l’emergenza casa si possono trovare facendo ricorso al fondo di sviluppo urbano da lei lanciato come assessore al Bilancio, mentre le eccellenze della finanza e dell’imprenditoria milanese potrebbero essere invitate ad “adottare” un quartiere di edilizia residenziale. Per rendere le periferie luoghi più vivibili, la vicesindaco propone poi l’idea della “città policentrica”, dove ogni quartiere abbia un suo centro con una propria identità e sia dotato di servizi come stazioni di car e bike sharing. Secondo Balzani, in ogni quartieri dovrebbero poi essere realizzati interventi di “micropedanolizzazione”, mentre con “la sicurezza di vicinato” si prenderebbe spunto da un modello londinese per organizzare incontri periodici tra residenti e rappresentanti di istituzioni e forze dell’ordine in cui discutere dei problemi della zona.

Post Expo
Una partita che terrà banco nei prossimi anni a Milano è il destino delle aree Expo, su cui Matteo Renzi ha promesso investimenti del governo per 1,5 miliardi di euro in dieci anni, mettendo al centro del progetto la realizzazione di un centro di ricerca sotto la regia dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova. I candidati sono stati interrogati sulla questione dal Corriere della Sera. Per Sala “la realizzazione di un campus universitario è la miglior destinazione futura dell’area”, mentre è “doveroso” che gli atenei milanesi siano protagonisti del post Expo insieme all’Iit. Balzani propone la realizzare sull’area di tre parchi: un parco delle biotecnologie, che ospiti il centro dell’Iit insieme a realtà legate agli istituti universitari e di ricerca milanesi, un parco pubblico delle biodiversità, e un parco agroalimentare che ospiti attività commerciali ed espositive, una sorta di nuovo “salone dell’alimentare” a cui collabori anche la vicina Fiera. La sinergia tra Iit e università di Milano è fondamentale anche per Majorino, che vorrebbe poi venisse riservato il 10% dell’area a una “cittadella della musica e dello spettacolo dal vivo”, oltre che spazi per ospitare un progetto per bambini e imprese innovative per giovani. L’assessore sottolinea anche un’altra cosa: “Il post Expo deve essere trasparenza assoluta sui bilanci dell’evento”.

Chi sta con chi
La sfida tra i candidati non si giocherà solo sui programmi, ma anche sugli endorsement di peso. Balzani ha l’appoggio, sebbene non ancora annunciato esplicitamente, del sindaco Giuliano Pisapia, che la considera garante della continuità dell’amministrazione arancione. La vicesindaco ha inoltre incassato a suo favore un appello firmato da 130 personalità di spicco della cultura e del mondo civico milanese, tra cui l’architetto ed ex assessore Stefano Boeri, il giornalista Gad Lerner, il sociologo Nando dalla Chiesa, il docente della Bocconi ed editorialista del Corriere Francesco Giavazzi, la presidente onoraria del Fai Giulia Maria Crespi, il costituzionalista Valerio Onida. Hanno espresso apprezzamenti per lei anche l’ex magistrato Gherardo Colombo e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, e sono dalla sua i comitati arancioni guidati da Paolo Limonta (storico braccio destro di Pisapia), alcuni esponenti del Pd, come il capogruppo in consiglio comunale Lamberto Bertolè, i Verdi, e buona parte di Sel.

Parte della base di Sel continua invece ad appoggiare Majorino, come alcuni esponenti del Pd, come il consigliere regionale ed ex segretario milanese della Cgil Onorio Rosati. Con Majorino si sono schierati anche la ginecologa Alessandra Kustermann e l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Gran parte degli altri membri della giunta Pisapia e del Pd è invece con Sala: in tutto sette assessori, tra cui Pierfrancesco Maran, Daniela Benelli e Cristina Tajani, tutti al lavoro per la stesura del programma del manager insieme alla ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris. Tra i supporter di Sala ci sono anche il consigliere regionale Umberto Ambrosoli, il ministro Maurizio Martina, il deputato ed ex assessore Bruno Tabacci, il numero uno di Pirelli Marco Tronchetti Provera e l’oncologo Umberto Veronesi: le loro parole di stima si sono via via aggiunte a quelle del primo sponsor dell’uomo Expo, il premier e segretario del Pd Matteo Renzi.

Le stoccate
“Dopo le primarie saremo tutti uniti per sconfiggere il centrodestra”. Un principio che tutti i candidati sostengono in modo chiaro. Ma le stoccate sinora non sono mancate. Si parte così con il “né con Sala, né con i salotti” di Majorino, con chiaro riferimento alla Balzani, accusata tra le righe di piacere alla Milano bene, dopo l’appello firmato in suo favore dalle 130 personalità della società civile. E si arriva alla dichiarazione della Balzani: “Un sindaco non risponde a un’azionista di maggioranza, ma a una comunità di persone”. Parole in realtà riferite al sindaco di Corsico che ha escluso dal servizio mensa delle scuole i bambini delle famiglie morose, ma che di certo hanno fatto fischiare le orecchie a Sala. Per non parlare del primo confronto tra Majorino e Sala, a cui non è stata invitata la vicesindaco, che è tornata sulle voci di un possibile accordo sotto traccia tra i due: “Sicuramente hanno trovato una grande intesa per fare il primo confronto senza di me”.

Le polemiche
Al di là delle punzecchiature reciproche, le polemiche non sono mancate nemmeno sui contenuti della proposta politica e sui confini della coalizione. Protagonista soprattutto Sala, che da ex city manager di Letizia Moratti deve convincere gli scettici di essere una figura di centrosinistra. Così si è difeso dalle accuse di ammiccare all’Ncd, mentre si è detto possibilista sull’appoggio che Scelta civica ha già annunciato. Mentre le divisioni con gli altri sfidanti sono nette per quanto riguarda il rapporto con Comunione e liberazione: all’apertura di Sala (“Sarei cauto a metterle la croce addosso”), è seguito il rifiuto di Majorino (“Dal punto di vista dei suoi rappresentanti politici, le personalità che sono uscite da Cl in questa parte del Paese rappresentano il peggio”) e di Balzani (“Comunione 
e liberazione è indubbiamente riconducibile a forze politiche 
che non credo abbiano fatto il bene di questa regione. Quindi 
men che meno pronte a fare il bene di questa città”).
@gigi_gno