Il Consiglio comunale di Milano ha votato a maggioranza contro la delibera per il recupero delle aree degli antichi scali ferroviari cittadini. “Un voto politico che affossa l’amministrazione Pisapia” si è affrettato a commentate Mattia Calise, del Movimento 5 stelle, tra i consiglieri non di destra che si sono messi di traverso alle intenzione della giunta arancione.
Assieme a lui hanno votato contro il consigliere dei socialisti italiani Roberto Biscardini, la consigliera Anita Sonego, assieme al Presidente del Consiglio, Basilio Rizzo, entrambi del Gruppo consigliare Sinistra per Pisapia – Federazione della Sinistra, Marco Cappato dei Radicali, Raffaele Grassi dell’Italia dei Valori e naturalmente compatta tutta la destra: alla fine 23 voti contrari contro 21 a favore.

La seduta si trovava in seconda votazione. La prima si era svolta giovedì scorso, 3 dicembre, e si pensava che attraverso un più serrato accordo tra i capigruppo il voto alla fine sarebbe stato favorevole. Invece lo zoccolo dei contrari ha fatto valere di nuovo la propria forza. Nella tornata precedente, la maggior parte dei “dissidenti” di sinistra che erano contrari avevano optato per l’astensione, come la Sonego che questa volta ha deciso di schierarsi contro.

La delibera sugli scali era un documento particolarmente atteso. E’ da anni che Milano aspetta un progetto che riqualifichi i milioni di metri cubi di territorio urbano occupati un tempo dalle ampie aree di manovra dei mezzi su strada ferrata e che oggi sono abbandonati a loro stessi. La presentazione della delibera, giovedì 3, è stata affidata all’assessore all’urbanistica, Alessandro Balducci, il professore del Politecnico scelto per sostituire la vicesindaca Ada Lucia De Cesaris, che si era dimessa, non senza clamore, l’estate scorsa. Oggi Balducci non era presente in aula, impegnato in una “missione istituzionale” in Cina, ma lo spettacolo che è andato in scena non gli avrebbe certo fatto piacere.

Una volta che il Presidente Rizzo ha letto in aula il risultato della votazione, dai banchi dell’opposizione si è levato unanime il coro: “Tutti a casa, olé…”, prima che ognuno dei consiglieri, negli interventi successivi di commento alla votazione, sottolineasse la sconfitta subita dalla compagine di maggioranza. “Basta conoscere la vita parlamentare o del Consiglio comunale per capire che una giunta che in cinque anni vede una delibera non votata, una sola, direi che è un elemento che mi tranquillizza rispetto alla tenuta della maggioranza” s’è affrettato a commentare Pisapia, non in aula però, perché ospite alla presentazione del libro di Cirino Pomicino.

Secondo il sindaco di Milano si tratta di “un incidente di percorso. Io sono andato via quando ho capito che anche il mio voto non avrebbe cambiato la situazione. Io ho fatto il parlamentare e a volte la maggioranza in parlamento è andata sotto. Insomma, è una cosa che capita, c’erano delle assenze (almeno 2 nelle fila del Pd ndr), adesso ragioneremo sul da farsi”, ha detto Pisapia, per il quale gli ultimi sei mesi di governo si preannunciano per nulla semplici.