“Il sindaco M5S di Quarto e l’amministrazione sono parte lesa e non hanno mai ceduto alle pressioni politiche dell’ex consigliere De Robbio“. Dopo 20 giorni di silenzio, il blog di Beppe Grillo ha pubblicato un post per difendere Rosa Capuozzo, al centro delle polemiche per l’indagine che vede coinvolto un ex membro del consiglio comunale. Il 23 dicembre scorso infatti è uscita la notizia che l’ex portavoce è indagato per tentata estorsione aggravata ai danni del sindaco del suo partito e voto di scambio. La prima cittadina è sempre stata difesa dai membri del direttorio e ora proprio il blog in un articolo con 8 domande e risposte ribadisce: “I voti raccolti dall’ex consigliere non sono stati determinanti e l’indagato è già stato espulso”.

L’accusa della Direzione distrettuale antimafia di Napoli è che De Robbio abbia usato la fotografia di un presunto abuso edilizio della Capuozzo per ricattarla e pilotare l’affidamento del campo sportivo. La Capuozzo ha cambiato versione per tre volte: davanti ai pm prima ha detto di non aver subito ricatti, poi ha riconosciuto di aver percepito “l’intimidazione” e ha detto, si legge nel verbale, che lei stessa ha usato la parola “ricatto”. In una conferenza stampa successiva invece, ha fatto marcia indietro e ha detto di non essersi mai stata minacciata: “Perché il sindaco non ha denunciato l’ex consigliere?”, si legge oggi sul blog di Grillo. “Perché non si è mai manifestata una minaccia tale da evidenziare un reato penale nei suoi confronti ma solo pressioni e richieste di tipo politico che sono sempre state respinte”.

Il Pd nelle scorse ore ha chiesto le dimissioni del sindaco “per evitare l’ennesimo scioglimento per mafia”. Nelle intercettazioni al centro delle polemiche, pubblicate da ilfattoquotidiano.it a dicembre scorso, si sente un imprenditore sospettato di legami col clan camorrista Polverino, Alfonso Cesarano, che dà indicazioni di appoggiare al ballottaggio il candidato sindaco M5S: “Adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant’anni. Si devono portare là sopra, e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle“. E poi ancora: “L’assessore glielo diamo noi praticamente. E lui ci deve dare quello che noi abbiamo detto che ci deve dare. Ha preso accordi con noi. Dopo, così come lo abbiamo fatto salire così lo facciamo cadere”.

Il leader M5S sul blog oggi pubblica un elenco di 8 domande e risposte. Si parte dal consigliere M5S al centro dell’inchiesta, “è stato indagato dalla Dda? Sì ma va precisato che l’ex consigliere De Robbio è stato espulso dal Movimento 5 Stelle il 14 dicembre 2015 per comportamenti palesemente non conformi al programma, una decina di giorni prima che ricevesse l’avviso di garanzia”. I voti sono stati determinanti? “No è falso. Il M5S ha vinto con il 70.79 per cento dei voti pari a 9.744 preferenze contro i 4.020 degli avversari. L’ex consigliere De Robbio ha raccolto 840 voti”. Alla domanda se sia vero che il sindaco ha ceduto alle richieste dell’ex consigliere De Robbio sullo stadio: “No, le ha respinte facendo sì che rimanesse in mani pubbliche anziché in mani private”. Quanto alla possibilità che la camorra abbia condizionato il M5S nella cittadina alle porte di Napoli, “assolutamente no. Le indagini dimostrano che il sindaco e l’amministrazione sono parte lesa e non hanno mai ceduto alle pressioni politiche avanzate dall’ex consigliere De Robbio“. Non solo. “Il sindaco si oppose anche alla sua nomina a presidente del consiglio Comunale di Quarto nonostante fosse il più votato”. Quanto infine alla disponibilità della prima cittadina ad essere ascoltata dalla commissione Antimafia, questa c’è “assolutamente – assicura Grillo – Il M5S dal primo momento si è reso totalmente disponibile affinché l’argomento venisse affrontato in antimafia ascoltando anche il sindaco di Quarto”.

Esposito (Pd): “Da Casaleggio a Casamonica il passo è breve” – Sulla vicenda di Quarto interviene anche Stefano Esposito, senatore del Partito Democratico. “Vi ricordate il funerale di Vittorio Casamonica a Roma? Quello con la carrozza e l’elicottero, che scandalizzò giustamente mezzo mondo? Ebbene, oggi si scopre che fu l’imprenditore Alfonso Cesarano, titolare di una ditta di pompe funebri e legato al clan camorrista dei Polverino, a organizzare il tristissimo show dello scorso agosto. Si tratta proprio dello stesso Cesarano intercettato mentre dava indicazioni di votare il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle al Comune di Quarto, Rosa Capuozzo“. Poi Esposito ha agigunto: “Risparmio il florilegio di accuse che i Cinque stelle riservarono, all’epoca, al Pd, annunciando perfino una denuncia. Parole imbarazzanti, alla luce dei fatti emersi nelle ultime ore. Che dire? Da Casaleggio a Casamonica, il passo è breve”, conclude l’esponente dem.