Hanno di nuovo attaccato moschee, mercati e stazioni e trasformato donne in kamikaze per spargere morte e terrore, vanificando l’auspicio del presidente Muhammadu Buhari che li dava per “tecnicamente” sconfitti. Ma i jihaidsti di Boko Haram, gruppo affiliato allo Stato Islamico, solo nella giornata del 28 dicembre, hanno ucciso oltre 80 persone in Nigeria.

La città più colpita è stata Maiduguri, capitale dello Stato nordorientale del Borneo, nel primo attacco jihadista da mesi. Nella notte i terroristi hanno attaccato a colpi di granate e armi da fuoco uccidendo almeno 30 persone e ferendone un centinaio. Altre 20 sono morte in un attentato davanti a una moschea subito dopo la preghiera dell’alba, ha riferito Muhammed Kanar, coordinatore dell’agenzia per le emergenze nell’area.

Poi ancora, in un tragico susseguirsi di esplosioni e sangue, due ragazze si sono fatte saltare in aria nel quartiere di Buraburin, mietendo un numero imprecisato di vittime, secondo un funzionario, Yunusa Abdullahi, che ha aggiunto che alcuni residenti hanno trovato ordigni inesplosi. “Siamo sotto assedio – ha detto Abdullahi -. Non sappiamo quante di queste bombe o quante donne kamikaze siano state nascoste a Maiduguri”.

Anche a Madagali, 150 km più a sudest, nello Stato di Adamawa, sono entrate in azione due attentatrici suicide, che hanno ucciso almeno 30 persone. Secondo testimoni, le due giovani kamikaze si sono fatte esplodere in un mercato vicino a una frequentatissima stazione degli autobus. L’attacco suicida è stato confermato dal generale di brigata dello Stato di Adamawa, Victor Ezugwu, che ha tuttavia aggiunto che il bilancio delle vittime è ancora da stabilire.

Stando alle informazioni fornite da uno dei ribelli catturato, le truppe nigeriano hanno “intercettato ed eliminato” altri 13 aspiranti kamikaze, mentre una donna è stata arrestata, ha detto il generale Lamidi Adeosun.

Maiduguri è stata la culla del gruppo jihadista Boko Haram che dal sudest della Nigeria ha portato la sua guerra anche oltre confine, nei vicini Cameron, Niger e Ciad. Si calcola che almeno 20mila persone siano state uccise dai fondamentalisti nella sola Nigeria dal 2009, mentre non si contano le vittime di stupri, sequestri e violenze di ogni genere e i 2,5 milioni di sfollati. Pochi giorni fa l’Unicef ha denunciato che a causa delle violenze di Boko Haram un milione di bambini viene tenuto lontano da scuola e dalla possibilità di studiare. Mentre ancora non si hanno notizie delle centinaia di studentesse rapite che nel 2014 commossero il mondo.