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Ucraina, Mosca apre: “Per arrivare alla pace bisogna parlare anche con l’Europa”

Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera di Vladimir Putin: "Dopo Anchorage sembrava che Trump potesse costringere Kiev ad adeguarsi, ma finora non ha funzionato". Si lavora a colloqui trilaterali dopo il 4 novembre
Ucraina, Mosca apre: “Per arrivare alla pace bisogna parlare anche con l’Europa”
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L’incontro sarà una sorta di “prova generale“, quindi è inutile nutrire grandi speranze. Ma nei colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti che Mosca si è detta pronta a riprendere una novità ci potrebbe essere: nei prossimi negoziati l’Europa dovrà avere un ruolo, dal momento che finora gli Stati Uniti non sono riusciti a convincere Kiev ad accettare un accordo di pace. A dirlo è stato il consigliere per la politica estera di Vladimir Putin, Yuri Ushakov, in un’intervista alla televisione russa Vesti.

Il 21 ottobre, il presidente russo ha avuto un colloquio con l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, a San Pietroburgo e ha aperto alla possibilità di colloqui trilaterali che potrebbero tenersi intorno al 10 novembre. In seguito all’incontro, Ushakov ha annunciato che un nuovo ciclo di negoziati potrebbe svolgersi ad Abu Dhabi a metà novembre. Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha confermato che la capitale degli Emirati Arabi Uniti è tra le possibili sedi. “Ora la prossima scadenza è il 4 novembre, la nostra festa nazionale (giorno in cui la Russia celebra la Giornata dell’Unità Nazionale, ndr). Dopodiché, saremo pronti a riprendere i negoziati”, ha detto Ushakov.

“Dopo Anchorage sembrava che l’amministrazione americana potesse dettare qualcosa e costringere Kiev ad adeguarsi, ma finora questo non ha funzionato”, ha proseguito il consigliere di Putin, riferendosi al vertice tra Donald Trump e Putin tenuto in Alaska il 15 agosto 2025. “Questo perché non basta parlare soltanto con Kiev, bisogna parlare con tutta l’Europa, che sostiene pienamente l’Ucraina”, ha aggiunto il consigliere del Cremlino, secondo cui “forse la posizione dell’Europa in questo contesto è di fondamentale importanza“. Ushakov ha tuttavia ridimensionato le aspettative. “Anche durante il primo incontro potrebbe essere deciso ben poco, forse sarà soltanto esplorativo“, ha precisato, sottolineando che un accordo “richiede ancora lavoro”.

E’ la prima volta che Mosca riconosce esplicitamente la necessità di includere l’intera Europa nel tavolo delle trattative. Fino a questo momento, il Cremlino aveva cercato di isolare o scavalcare l’Unione Europea, ritenendola priva di autonomia e considerandola una semplice esecutrice della linea decisa a Washington.

I primi tre round di colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti si sono svolti il ​​23-24 gennaio, il 4-5 febbraio e il 17-18 febbraio. Il round successivo era previsto dal 5 all’8 marzo nella capitale degli Emirati, ma è stato rinviato a causa dell’avvio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “I colloqui trilaterali con Russia e Ucraina? Ne avremo alcuni molto presto. Penso che entrambe le parti vogliano raggiungere un accordo”, ha detto il presidente Usa Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per Port Huron, in Michigan. Steve Witkoff è andato a Mosca “soprattutto per discutere un paio di questioni. La guerra in Ucraina, sulla quale penso che succederà qualcosa. E inoltre siamo riusciti a riportare a casa una persona di grande valore che era stata detenuta a lungo durante l’amministrazione Biden. Siamo riusciti a farla tornare”, ha aggiunto, con riferimento a Stephen Hubbard. “Non ho dato nulla in cambio, perché Putin ha ritenuto che fosse una richiesta ragionevole”.

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