“Cari cittadini e parrocchiani, non è consuetudine che sindaco e parroci sottoscrivano una lettera congiunta. L’occasione ci è data dall’aver colto come un’opportunità, per la nostra comunità civile e religiosa, l’adesione al progetto di accoglienza diffusa dei giovani richiedenti asilo”.

A firmare questa singolare missiva sono il primo cittadino di Cenate Sotto (Bergamo), Giosuè Berbenni e i parroci di San Martino e San Rocco, don Enrico D’Ambrosio e don Andrea Mangili, che venerdì 18 dicembre apriranno le porte della casa parrocchiale a cinque giovani immigrati. A Cenate, Peppone e don Camillo, in nome dell’accoglienza si sono uniti: a mettere a tacere i mugugni dei leghisti ci hanno pensato prete e sindaco scrivendo insieme, ad ogni famiglia, un comunicato che spiega chi sono, cosa faranno tutto il giorno questi ragazzi e dove saranno accolti.

“Non graveranno né sulla cassa della parrocchia, né su quella del Comune. Sono stati invitati a non attivare alcuna forma di raccolta di elemosina perché assolutamente non necessaria. Il loro impiego non toglierà lavoro ad altri – spiegano nella missiva alle famiglie don D’Ambrosio e Berbenni – e sarà a titolo gratuito. E’ il modo, da parte dei giovani, di riconoscere e restituire l’accoglienza ricevuta dalla nostra comunità. La parrocchia ha messo a disposizione il secondo piano della casa parrocchiale. Le esigenze essenziali (assistenza sanitaria, alloggio, alimenti e 2,5 euro al giorno come pocket-money) sono garantite dallo Stato, per conto della Caritas diocesana che garantirà il funzionamento della casa”.

Prevosto e sindaco motivano anche la loro scelta: “Ci sentiamo di assumere questa sfida, senza subirla, anzi governandola nel migliore dei modi. Promuovere la cultura dell’ospitalità corrisponde al codice etico inscritto nella carne dell’umanità, nella Carta della Costituzione italiana e della casa comune che è l’Europa”.

Una risposta arriva anche per i più scettici che a Cenate in questi giorni si chiedono come passeranno le giornate questi immigrati: “Da parte dell’oratorio si richiederanno alcuni servizi e lavori di manutenzione ordinaria. Da parte del Comune si potrebbero attivare i corsi di italiano. L’acquisizione della lingua favorisce l’integrazione, la circolazione di quel bagaglio umano di cui ogni persona è ricca e portatrice. Con la costituzione di un gruppo trasversale di volontari si impiegheranno i giovani in attività di volontariato”.

Domenica in casa parrocchiale tutto era già pronto per l’accoglienza: venerdì a dare il benvenuto ai nuovi concittadini cenatesi ci saranno il sindaco e il parroco, insieme. “Qualcuno si chiede: chi sono? Sono giovani – spiegano i due che non temono le reazioni politiche della Lega Nord, presente in paese e in consiglio comunale – come gli altri. Amano gironzolare per le vie del paese, si muovono a gruppetti, comunicano con il cellulare, sono collegati in Rete, hanno le cuffie nelle orecchie, vestono come tutti. Sono come ogni figlio, carichi di sogni e progetti, desideri ed incertezze, timori e speranze”.