Il tema migranti continua a essere in cima alle agende europee e vede Angela Merkel confermare la politica dell’accoglienza della Germania, silenziano i falchi del suo partito, e il commissario Ue all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, dalla Conferenza sul Mediterraneo in corso a Roma, chiedere la creazione di un’agenzia di pubblica sicurezza europea svincolata e indipendente dagli stati membri.

La Merkel ribadisce il suo no al tetto limite ai profughi. “Per dirlo in modo chiaro”, ha spiegato la cancelliera in un’intervista al Badische Neueste Nachrichten e all’Augsburger Allgemeine, “si tratta di una questione di credibilità e di onestà“. In vista del congresso della Cdu di lunedì 14 a Karlsruhe, che vedrà forti contrapposizioni sull’argomento, la Merkel ha sottolineato che non si può stabilire un limite fisso all’arrivo dei profughi perché sarebbe impossibile da rispettare: “Se io come cancelliera oggi definisco questo limite”, ha spiegato la leader tedesca, “domani  non viene rispettato, perché appunto ne arrivano di più, non ho mantenuto le mie promesse. E i problemi aumentano invece di diminuire”.

La linea dell’accoglienza della Merkel, che le ha fatto guadagnare il titolo di “personaggio dell’anno” dal Times, non piace ai conservatori. Proprio per questo durante il congresso del partito di inizio settimana, uno dei più importanti e difficili dei suoi 15 anni di governo, l’ala critica potrà impugnare ancora una volta la necessità di limitare gli ingressi. “Le quote sono un accordo comune a livello europeo, non un massimale stabilito unilateralmente dalla Germania”, ha risposto la politica tedesca, aggiungendo che sta “lavorando per ridurre i numeri”. Tuttavia, “sarebbe ingenuo pensare di poter risolvere il problema dei rifugiati nei confini austro-tedeschi”. Per questo motivo secondo la cancelliera, “i grandi movimenti di rifugiati possono essere affrontati solo attraverso la cooperazione internazionale“. La Germania, ha sottolineato, è favorevole “alla libera circolazione di persone, beni e servizi. E nessun paese ne ha bisogno come la Germania. Ma non può funzionare a lungo termine se non con frontiere esterne dell’Unione europea protette”.

Protezione delle frontiere esterne e cooperazione internazionale sono anche il fulcro della proposta lanciata dal commissario Ue all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, nel corso della Conferenza sul Mediterraneo in corso a Roma. L’intenzione del commissario è quella di creare “un’agenzia di polizia e di guardia costiera europea comune per difendere le frontiere e offrire allo stesso tempo sostegno ai migranti”: un modo per far si che “nessuno entri senza rispettare le nostre leggi e le nostre norme”.

Per il commissario si tratterebbe di un’altra “pedina a disposizione dell’Europa”, formata da circa 1000 membri “reclutati dagli Stati dell’Unione, con una sua struttura unificata” e un suo organigramma. Insomma una forza di polizia “sovranazionale“, “al di là delle singole guardie costiere nazionali”, che interverrà su richiesta dei singoli Stati. L’agenzia non avrà però funzioni difensive, che spettano invece agli Stati. Una decisione cha il commissario ha definito “coraggiosa” e che è intenzionato a presentare al Parlamento europeo nei prossimi giorni.