L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha pubblicato sul suo sito i dati sul pluralismo politico relativi al mese di novembre. Nella tabella e nel grafico riportati qui sotto sono sintetizzati i dati più rilevanti.
Si segnala che il “tempo antenna” indica il tempo dedicato a un soggetto politico-istituzionale ed è composto dalla somma del “tempo notizia” e del “tempo parola”. La ricerca non indica se il “tempo notizia” sia sempre favorevole al soggetto politico in questione.
Per quanto riguarda i telegiornali della Rai, il tempo dedicato al Governo e alla maggioranza arriva al 61% (quota che si alza, superando il 70%, se non si considerassero i soggetti istituzionali, come il Presidente della Repubblica, i presidenti di Camera e Senato e le altre autorità). Matteo Renzi da solo ha il 25% del tempo antenna come Presidente del consiglio (quota che aumenta se si sommasse il tempo antenna come segretario del PD). Lo squilibrio appare evidente. Il servizio pubblico deve essere per sua natura pluralista, altrimenti non lo è!

Per quanto riguarda Mediaset, il blocco Governo-maggioranza ha insieme il 51% del tempo, ma assegna una quota del 25% al Pdl. La Lega ha il 5% e il M5S il 2%. Il Tg di Enrico Mentana sembra “sposare” il “partito della nazione”: addirittura il 79% del tempo è dedicato al Governo più la sua maggioranza. Pdl e Lega hanno ciascuno il 5% del tempo, M5S il 2%, meno di Si-Sel.

Nel grafico è esposto il “tempo parola” dei soggetti politici e istituzionali nei programmi Rai extra-Tg (come, per esempio, Domenica In, L’Arena, La Vita in Diretta, Porta a Porta, Uno Mattina, Virus, Agorà, Ballarò, Che Tempo Che Fa, Gazebo, in ½, Report, Tv Talk). Sono programmi che, secondo il parere di diversi esperti, hanno un’influenza sui telespettatori superiore agli stessi telegiornali. Colpisce l’elevata quota del Pd (29% del tempo) e della Lega (il 17%), determinata quest’ultima forse dall’appeal televisivo di Matteo Salvini.

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