Salvare tutti gli azionisti e gli obbligazionisti, con le regole Ue, è impossibile, ma il governo è favorevole a commissioni d’inchiesta per capire cos’è avvenuto nel sistema bancario negli ultimi anni. E’ la posizione del presidente del Consiglio Matteo Renzi che però precisa che senza il decreto varato dal suo esecutivo la situazione sarebbe ancora peggiore. “Meno male che abbiamo fatto quel decreto per salvare quattro banche, perché la situazione sarebbe stata molto peggiore – dice – Sono molto lieto della misura del governo perché ha permesso di salvare i conti correnti dei cittadini di quattro banche e migliaia di posti di lavoro”. Tutto questo mentre sulle banche italiane piovono le accuse della stessa Commissione europea.

Quanto al pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita lasciando una lettera in cui lamentava le proprie perdite da risparmiatore, il capo del governo ha risposto di non essere “abituato a strumentalizzare la vita e la morte di alcune persone. Il governo esprime il proprio dolore e fa le condoglianze alla famiglia, ma è al lavoro per trovare soluzioni”. “E’ impossibile per le regole Ue salvare in modo definitivo gli azionisti e obbligazionisti subordinati – afferma Renzi – ma stiamo cercando con grande impegno e tenacia di individuare una soluzione, nei limiti delle regole europee, di avere una forma di ristoro. Ci stiamo lavorando”. Il presidente del Consiglio ribadisce che “c’è pieno interesse del governo a che tutte le autorità preposte facciano tutti gli sforzi per chiarire le responsabilità del passato. Vediamo di buon occhio che il Parlamento apra commissioni di indagine su ciò che è avvenuto nel sistema bancario italiano ed europeo negli ultimi anni”.

Secondo Renzi “il mondo delle banche è molto complicato: posso dirla con una certa dose di sintesi. In Italia ci sono tante banche: la stragrande maggioranza sono solide e ben governate ma sono di più che nel resto d’Europa. Dobbiamo favorire un processo in cui le banche piccoline si mettono insieme. Questo vuol dire qualche poltrona in meno, qualche potere territoriale in meno e un sistema un pochino più solido. Questo lavoro lo stiamo facendo oggi perché non è stato fatto negli ultimi dieci anni”.