Vedi il primo posto e poi perdi. Sarà per maledizione, o semplicemente perché il campionato è terribilmente equilibrato. Ma quest’anno chiunque va in testa alla classifica tempo una, massimo due partite, cade rovinosamente e cede il primato. Fiorentina, Roma, Inter, Napoli: tutte le big sembrano soffrire di vertigini. Nelle ultime sei giornate ci sono stati cinque avvicendamenti in vetta. Questa Serie A non vuole padroni.

Basta ripercorrere il calendario degli ultimi due mesi per accorgersi di un campionato quasi schizofrenico. La sfilza di sorpassi e contro sorpassi inizia alla 7° giornata, quando la Fiorentina si rivela come grande sorpresa di questo inizio stagione e va in testa in solitaria 17 anni dopo l’ultima volta. Il miracolo viola non si è esaurito, anche in seguito Paulo Sousa ha riassaporato la vetta (al massimo a pari merito). Ma dopo quello storico primato arriva immediata la sconfitta a Napoli, e poi anche quella in casa con la Roma che segna il primo passaggio di consegne. Sembra la volta buona: la squadra più forte prima da sola. Invece neanche il tempo di godersi il turno infrasettimanale, e i giallorossi perdono a San Siro. Di lì comincia una crisi di cui ancora non si vede la fine. Alla 13° tocca all’Inter: 4-0 a Frosinone, bel gioco, complimenti. Una settimana dopo la sconfitta al San Paolo: il Napoli davanti a tutti 25 anni dopo lo scudetto. Ieri, puntuale, il tracollo a Bologna e il controsorpasso dei nerazzurri.

Sono storie, punti di forza e di debolezza molto diversi quelli delle grandi non abbastanza grandi del nostro campionato. C’è l’Inter che a lungo ha giocato troppo male, forse, per meritarsi e mantenere il primo posto. “Prima o poi qualcosa dovrà andare storto”, dicevano i detrattori di Mancini: è successo a Napoli. C’è la Viola, la novità più fresca di questa stagione: tutti si augurano che duri, quasi nessuno crede possa lottare fino in fondo per lo scudetto. C’è la Roma, un autentico mistero, la cui soluzione probabilmente sta nei limiti del suo allenatore: una squadra costruita per vincere, eppure in fase involutiva da due anni a questa parte. E poi c’è il Napoli: intenso e suggestivo, come la filosofia tattica di Sarri, o il parallelo tra quello che sta facendo Higuain in queste giornate e quello che fece Maradona 25 anni fa. Ma senza ricambi ai titolarissimi: non appena qualcuno manca o scende di livello la macchina perfetta si inceppa. Senza dimenticare l’attitudine a perdere per strada qualche punto di troppo con le piccole.

E così nessuna capolista, favorita, squadra da battere. Adesso ritocca all’Inter. E forse potrebbe essere diverso. Perché i nerazzurri a Napoli, pur perdendo, hanno dimostrato di avere per davvero l’anima della grande squadra. Anche sotto il profilo del gioco (vedi sabato col Genoa) hanno fatto enormi passi avanti. E il calendario li aiuta: domenica Napoli e Roma si scontreranno fra loro, la Fiorentina andrà a Torino, mentre l’Inter affronterà al Friuli l’Udinese, per poi chiudere il 2015 in casa contro una Lazio in crisi. Il titolo di campione d’inverno è nelle mani di Mancini. Sempre che la maledizione del primo posto non colpisca di nuovo. Per l’ennesimo sorpasso e controsorpasso che, come insegnano i motori, rallentano chi sta davanti. Inter, Napoli, Fiorentina e Roma stiano attente: continuando così, prima o poi da dietro ritornerà la Juve. E i bianconeri sanno come si mantiene il primato.

Twitter: @lVendemiale