Era passata poco più di un’ora dalla notizia degli attentati di Parigi, c’era già stata la rivendicazione dell’Isis ma ancora non si conosceva il numero esatto delle vittime cadute per mano dei terroristi e la polizia francese non aveva ancora fatto irruzione nel teatro Bataclan pieno di ostaggi. Di fronte a quelle immagini terribili il mio primo pensiero è andato a tutte quelle persone che, un venerdì sera come tanti altri, avevano deciso di uscire per andare a passare qualche ora di svago allo stadio, a teatro o semplicemente a mangiare un boccone al ristorante. Pensavo che nessuno di loro avrebbe mai immaginato di non fare più ritorno a casa e riflettevo sul fatto che una cosa simile potrebbe capitare ad ognuno di noi mentre il numero dei morti continuava a salire e la cronaca riportava la furia omicida degli attentatori che sparavano a sangue freddo su ragazzi inermi colpevoli di ballare e cantare sotto il palco dove si esibivano i loro beniamini.

Prima pagina libero 675

Quando Enrico Mentana nel corso dello speciale su La7 ha mostrato l’anteprima di alcuni quotidiani e il titolo con cui aveva deciso di aprire Libero ovvero “Bastardi Islamici” ho pensato che il direttore Belpietro stavolta aveva davvero esagerato. Nel sottotitolo si parlava di “decine di morti” e di “almeno 100 ostaggi in un teatro”, in pratica Belpietro non ha nemmeno aspettato di sapere quanti morti sono stati lasciati sul pavimento della sala concerti e del bistrot e fuori dallo stadio per sparare in prima pagina il suo verdetto.

Quando il giorno seguente lo sdegno ha inondato le pagine dei social network ed è partita persino una denuncia verso Belpietro da parte del giornalista Maso Notarianni, il direttore di Libero ha scritto in un tweet che “bastardo significa figlio illegittimo” e più tardi ha aggiunto in un editoriale che chi lo ha attaccato è solo un ignorante perché chi conosce la lingua italiana sa perfettamente che bastardi è un sostantivo e islamici un aggettivo quindi Libero non avrebbe mai insinuato che tutti gli islamici sono terroristi. A mio parere sembra un tentativo di arrampicarsi sugli specchi e Belpietro avrebbe fatto meglio a rivendicare la scelta di mettere quel titolo prendendosi le sue responsabilità senza dare una giustificazione tanto ridicola. Non credo che il direttore di un giornale quando decide un titolo si stia a preoccupare dell’etimologia di un termine o dell’interpretazione che la gente comune darà di quel titolo, le parole nei titoli dei giornali vengono intese nell’immediatezza della percezione del loro significato corrente e accostare il termine bastardo al termine islamico è come accostare il termine mafioso al termine siciliano, né più né meno. Questo Belpietro non lo sa? O pensa che i lettori con i suoi titoli si debbano dilettare a risolvere dei rebus?

Non sono tra coloro che chiedono la radiazione di Belpietro dall’ordine e va detto che accanto a chi si è indignato per quel titolo c’è chi sta dalla parte del direttore di Libero in nome della libertà di espressione. Detto questo, chi esercita la libertà di espressione o crede di farlo deve essere consapevole fino in fondo delle conseguenze che ne possono scaturire e deve accettare le critiche di chi considera sbagliate e pericolose le sue opinioni. A me il titolo di Libero sembra un insulto generalizzato nei confronti di quel miliardo e mezzo di islamici nel mondo che con il fanatismo e i crimini dell’Isis non ha nulla a che vedere e che, anzi, negli ultimi tempi ha assistito allo sterminio di  più di centomila musulmani per mano dei miliziani dell’Isis. Ma c’è di più. Il titolo di Libero rischia di andare ad ingrossare quel fiume inarrestabile di tweet, dichiarazioni ed esternazioni di politici che con i cadaveri ancora caldi non hanno perso tempo per fare sciacallaggio proponendo di bruciare le moschee, di espellere tutti gli immigrati e di bombardare ad oltranza Siria e Libia. Esternazioni che fanno proprio il gioco del Califfato del terrore: fare di tutta l’erba un fascio e compattare un fronte anti-occidentale di cui non si sente davvero la necessità invece di isolare e stigmatizzare le cellule terroristiche.

Almeno Belpietro ci risparmi l’esegesi dei titoloni del suo giornale, è già tanto complicato e pericoloso interpretare il Corano e in certi casi la Bibbia e di questi tempi è meglio non giocare a fare l’enigmista.