Niente aumento del contante e nessuna abolizione della progressività della tassa sulla prima casa. Nuova grana per il governo, che in commissione Finanze al Senato si troverà a discutere gli emendamenti analoghi presentati da minoranza Pd, Sel, gruppo misto e Movimento 5 Stelle. Provvedimenti che vanno in un’unica direzione: abolire l’articolo della legge di Stabilità che stabilisce di innalzare l’asticella dell’utilizzo di soldi in contanti a 3mila euro.

Altro tema caldo e contestato è quello dell’imposta sulla prima casa. “Abbandonare la progressività dell’imposta sulla prima casa è un errore grave pensando a una corretta distribuzione del peso fiscale e rappresenta un cedimento culturale e politico alla destra italiana e al berlusconismo” ha scritto in una nota il senatore della minoranza dem Federico Fornaro, della Commissione Finanze, secondo cui “nessun leader del centrodestra, in Europa si sognerebbe, infatti, di proporre l’abolizione della tassa sulle abitazioni, architrave dell’autonomia tributaria degli enti locali e quindi fonte di finanziamento dei servizi sociali nella quasi totalità dei paesi dell’Unione Europea“. Partendo da questo dato di fatto, Fornaro ha motivato la presentazione dell’emendamento al ddl Stabilità con l’obiettivo di “introdurre, in alternativa all’abolizione totale, una maxi detrazione standard di 400 euro (nel 2012 erano 200 euro)”. A sentire la minoranza del Pd, in questo modo verrebbero esentati dal pagamento “circa i 2/3 delle prime case, con un risparmio per lo Stato di 1,5 miliardi di euro: risorse pubbliche che potrebbero meglio essere investite, ad esempio, per i farmaci salva vita e per interventi di prevenzione della difesa del suolo. Non bisogna, infatti, dimenticare, che nel 2012 poco meno del 10% dei contribuenti aveva versato circa il 36% del gettito totale”. “Meglio – ha spiegato Fornaro – agire sulla leva delle detrazioni: meno efficace da narrare rispetto all’abolizione totale, ma certamente più equa e anche più coerente con l’obiettivo perseguito da Governo di sostenere la ripresa dei consumi interni con il taglio delle tasse“.

Sempre in tema Imu, da segnalare anche la presentazione di un emendamento di Forza Italia, che prevede l’esenzione dell’Imu a tutti i terreni agricoli a decorrere dall’1 gennaio 2016. Il provvedimento è stato firmato dai senatori azzurri Romani, Bernini, D’Alì, Pelino Floris, Boccardi, Ceroni, Mandelli e Gasparri.