“Molti ci suggerirono di non mettere la faccia su Expo perché sarebbe stato un fallimento. Questo governo ha invece ci creduto fortemente e oggi possiamo dire che è stato un successo di cui siamo orgogliosi ma che non era scontato pochi mesi fa”. Così il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha commentato la chiusura dell’esposizione universale. E di “sfida vinta dall’Italia unita in un impegno comune” ha parlato, durante la cerimonia di chiusura, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che, prima di dichiarare ufficialmente concluso l’evento, ha detto di confidare “in una scelta saggia riguardo all’utilizzo futuro dell’area”, una scelta “che andrà a beneficio di Milano, della Lombardia e dell’intero Paese”. “La nostra responsabilità si proietta sul futuro dei progetti avviati con l’Esposizione universale – ha detto il capo dello Stato – Dare continuità a questo impegno, e a questo successo, non è soltanto un dovere morale. E’ un’impresa affascinante. Mi auguro coinvolga i giovani, i talenti migliori, la creatività italiana ed europea. Il testimone deve passare di mano e procedere velocemente. La ricerca, l’università sono sostegni decisivi. Abbiamo le infrastrutture, anche quelle immateriali, per andare incontro al domani con animo sereno. Il risultato di Expo ha suscitato giuste attese: nessuno deve deluderle”.

Auspicio raccolto dal presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha sottolineato come “adesso, vinta questa sfida, se ne apre già un’altra: da lunedì dobbiamo cominciare a lavorare per vincere anche la sfida del dopo Expo, per decidere cosa fare qui”. Sul ‘dopo’ “abbiamo le idee chiare: un grande e moderno campus universitario con le residenze per gli studenti, poi strutture per l’innovazione e la ricerca e inoltre io ho proposto al governo di fare qui l’Agenzia nazionale per la tutela e la qualità dei prodotti agroalimentari, un’agenzia che c’è negli altri Paesi ma non in Italia: facciamola qui e questo sarà il nostro lascito dopo l’Expo”

Capo dello Stato: “Cibo e alimentazione lingua comune dei popoli” – Il “maggiore successo dell’Expo, e dunque il lascito” dell’Expo, secondo il capo dello Stato, “sta nell’aver cercato di definire il cibo e l’alimentazione come lingua comune dei popoli. Lingua comune non vuol dire omologazione. Al contrario. E’ espressione di dialogo e di valorizzazione delle biodiversità, manifesta conoscenza e rispetto delle culture e delle loro radici, è scoperta di valori e interessi convergenti in nome dell’uomo. Rappresenta l’antidoto alla nuova Babele e alle esclusioni che la società globale può generare se non viene governata”. La Carta di Milano, ha sostenuto poi il presidente, “è un documento di grande rilievo, che ha affermato il diritto al cibo e all’acqua come parte essenziale di un più ampio diritto alla vita, e dal quale d’ora in avanti non si potrà prescindere nel valutare l’applicazione di diritti umani universali”.

Pisapia: “C’è malinconia ma quel che abbiamo costruito non andrà perduto” – “Quando qualcosa finisce c’è sempre un po’ di malinconia”, ha esordito il sindaco Giuliano Pisapia. “Milano saluta il mondo con l’orgoglio di aver dimostrato di cosa è capace l’Italia quando fa squadra. Abbiamo dato vita ad un luogo globale dove discutere, abbiamo volato in alto, ma guardato in basso, con le grandi organizzazioni internazionali ma senza mai dimenticare la madre terra. Milano ha accolto il mondo come sa fare, con eleganza, cultura, storia, solidarietà e con il sorriso”. “Questi sono i primi passi – ha concluso il sindaco – quanto abbiamo costruito non andrà perduto, non perderemo lo slancio, lavoreremo insieme con il mondo anche nel futuro. Sono convinto che tra i milioni di persone che hanno varcato i cancelli di Expo abbiamo seminato”.

Martina ricorda il lavoro volontario per finire il padiglione del Nepal – “Ora possiamo davvero dire ‘missione compiuta’”, ha detto invece il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. “Non sono serviti super eroi ma la fatica e la passione di tante persone che hanno unito le forze, spesso in silenzio, e hanno dato il massimo. Come i nostri lavoratori che dopo il terremoto in Nepal si sono presentati per portare a termine gratuitamente il padiglione. Da loro una grande lezione. C’è anche in questo la forza di un saper fare italiano che io voglio riconoscere questa sera”.

Bracco: “Albero della vita icona mondiale” – Secondo Diana Bracco, commissario generale di Padiglione Italia e presidente di Expo 2015, quattordici milioni di persone hanno assistito agli spettacoli dell’Albero della Vita, che è stato anche l’elemento più fotografato di Expo 2015 con oltre 250mila scatti postati su Instagram. Due milioni sono stati invece i visitatori della mostra “La casa dell’identità italiana” a Palazzo Italia. “Con la mostra dell’identità italiana e l’Albero della vita l’Italia ha davvero fatto goal”, ha detto Bracco, commissario generale di Padiglione Italia e presidente di Expo 2015. “Il nostro Albero è diventato un’icona mondiale”. Secondo Bracco hanno visitato Palazzo Italia 266 alte cariche istituzionali italiane e straniere, tra cui 60 capi di Stato e di governo, 15mila studenti e 2mila insegnanti.

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha dichiarato che in tutto “cinque milioni di studenti, tra Italia e Paesi esteri, dalla scuola dell’infanzia all’università, sono stati impegnati in progetti didattici e iniziative legati all’Esposizione e due milioni hanno potuto visitarla direttamente grazie all’accordo Expo – Miur”. “Nei sei mesi della manifestazione – ha proseguito Giannini – 41 conservatori italiani si sono esibiti ad Expo, per un totale di 1.230 studenti coinvolti. Il Vivaio Ricerca, il programma di eventi scientifici curato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha portato a Padiglione Italia i grandi temi della scienza legati all’alimentazione”.

Per Carlo Sangalli, presidente della camera di commercio di Milano e della Confcommercio milanese, Expo 2015 “ha ridato all’Italia e a Milano un ruolo centrale a livello globale”. “Questo straordinario risultato – ha aggiunto – è la vera eredità dell’esposizione universale” e è stata “l’alleanza e il gioco di squadra tra pubblico e privato che ha permesso di ottenere un successo che non era per nulla scontato”. Per Sangalli, “questo metodo va portato avanti con determinazione anche per vincere, da domani, la sfida del dopo Expo che deve vedere l’Italia e Milano rafforzarsi sempre di più sulla scena mondiale”.

Coldiretti: “Spesi 2,3 miliardi per visitare l’esposizione” – Dall’indagine completa sul bilancio dell’evento elaborata da Coldiretti/Ixe emerge che gli italiani hanno speso complessivamente oltre 2,3 miliardi per visitare l’Esposizione universale tra viaggio, alloggio, spese varie fuori ed ingresso e consumazioni all’interno. Il 51% dei visitatori ha speso complessivamente meno di 75 euro. Il 49% dei visitatori ha colto l’occasione anche per visitare altre località, ma di questi il 42% è rimasto a Milano e solo il 4 per cento è andato in altre regioni del Nord Ovest, mentre percentuali residuali si sono recati in altre regioni. L’effetto di promuovere il turismo è stato comunque centrato per il 32% dei visitatori.

I visitatori illustri e le assenze – Tra i tanti personaggi internazionali che hanno visitato l’esposizione, tre sono stati gli interventi più significativi secondo una ricerca condotta da Coldiretti/Ixè. Si tratta del videomessaggio di Papa Francesco all’apertura della kermesse, apprezzato dal 42% del campione, della visita della first lady statunitense Michelle Obama con il 22% e dell’intervento del segretario generale dell’Onu Bank Ki Moon con il 20%. Bergoglio però non è mai stato di persona sul sito espositivo. E non è l’unico “grande assente”. Non si sono visti il presidente Usa Barack Obama né quello della Commissione Ue Jean Claude Juncker. Nessun membro della casa reale britannica ha visitato cardo e decumano (Carlo d’Inghilterra ha mandato un video in occasione della firma del ‘Milan urban food policy pact’) e ha declinato anche Filippo II di Spagna. Alexis Tsipras ha scelto di far rappresentare Atene dal sottosegretario di Stato per il Turismo, l’economia e lo sviluppo Elena Kountoura. E nemmeno il dittatore nordcoreano Kim Jong Un ha visto i padiglioni di Rho.