Ennesimo attacco in Israele. A Beersheva, nel sud del Paese, un israeliano è stato ucciso e altri 6 sono rimasti feriti in un attentato messo a segno da una o due persone.
A Gerusalemme, invece, la polizia ha eretto un muro difensivo di cemento rimovibile tra il quartiere arabo di Jabel Mukaber e quello adiacente ebraico di Armon HaNatziv. Uno dei punti di massima frizione in città – ricorda l’Ansa – da dove sono partiti molti degli attentatori palestinesi responsabili di attacchi a Gerusalemme.

Lo scopo della barriera – lunga poche decine di metri e che non blocca l’accesso al quartiere – secondo la polizia è quello di impedire “il lancio di bottiglie incendiarie, fuochi d’artificio sparati ad altezza uomo e lanci di sassi sulle auto”. “Non ha valore politico – ha assicurato Emanuel Nahshon, portavoce del ministero degli Esteri – E’ solo uno degli aspetti in più delle nostre misure di sicurezza”. Nahshon ha poi insistito che la stessa barriera “è temporanea” e si trova “in alcune aree limitate”.

L’attentato all’affollata stazione centrale degli autobus di Beersheva, secondo le prime ricostruzioni, è stato compiuto a colpi di arma da fuoco e di coltello, anche se, a quanto sembra, uno dei due assalitori avrebbe usato anche un fucile rubato ad un soldato. Ma tra i feriti, secondo la polizia, c’è un cittadino straniero, che i media hanno indicato come eritreo. Non si sa al momento se questi sia un attentatore oppure sia stato colpito per errore dalla reazione delle forze di sicurezza.

Nel pieno degli attacchi terroristici in Israele, l’Isis ha lanciato in rete un nuovo video, di circa 9 minuti, dal titolo ‘Messaggio ai Mujaheddin di Gerusalemme, decapitate gli ebrei’.  In questo scenario si muove il segretario di Stato Usa John Kerry che oggi ha confermato gli incontri con il premier Benyamin Netanyahu e il leader palestinese Abu Mazen. Il primo si terrà a Berlino, dove Netanyahu sarà in visita, e l’altro ad Amman.

Intanto Netanyahu ha bocciato oggi la proposta francese per una presenza di osservatori internazionali sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. “Israele – ha detto – garantisce lo status quo, e non è il problema ma la soluzione”. Allo stesso tempo il premier ha spiegato che colpirà le fonti finanziarie del Movimento islamico nel paese, considerato “il primo istigatore”. “Oggi – ha annunciato – cominceremo a prendere azioni contro l’istigazione, incluso il Movimento islamico, che è il primo istigatore, e in particolare le sue risorse finanziarie”.