Gli Stati Uniti hanno fornito nelle ultime ore almeno 50 tonnellate di munizioni ai ribelli anti-Assad nel nord della Siria: il materiale è stato paracadutato nella notte tra domenica e lunedì. Benjamin Nethanyahu invece ha annunciato che Israele difenderà i suoi confini dai soldati iraniani che stanno arrivando in Siria per sostenere il presidente Bashar al-Assad. Continuano i raid aerei russi: nelle ultime 24 ore sono state compiute 55 missioni.

L’operazione degli Stati Uniti a supporto dei ribelli – spiegano fonti del Pentagono alla Cnn – è stata condotta con alcuni aerei cargo C-17s scortati da alcuni caccia da combattimento. Tra il materiale paracadutato ai ribelli della Syrian Arab Coalition, nella provincia di Hasakah, munizioni per armi leggere, ma anche granate. Le stesse fonti spiegano che l’operazione è andata a buon fine e il materiale è stato recuperato da “forze amiche“.

“In questo momento migliaia di soldati iraniani giungono nel territorio siriano” a sostegno di Bashar al-Assad. E’ quanto ha detto alla Knesset, il parlamento, il premier Benyamin Netanyahu. Israele impedirà loro di minacciare il confine sul Golan e di fornire armi sofisticate agli Hezbollah.

Intanto continuano nel Paese i raid aerei della Russia: nelle ultime 24 ore, ha detto Igor Konoshenko, portavoce del ministero della difesa, sono state effettuate 55 uscite contro 53 obiettivi dell’Isis. Gli attacchi hanno riguardato le province di Homs, Hama, Latakia e Id.  “Negli ultimi giorni i terroristi hanno fatto sforzi disperati per inviare armi, munizioni, equipaggiamenti e carburanti dalla provincia di Raqqa alla prima linea nei combattimenti contro l’esercito siriano”, ha detto Konoshenko, secondo il quale “una parte significativa” dei depositi di armi ed equipaggiamenti dei jihadisti “è stata distrutta negli attacchi ad alta precisione degli aerei militari russi”, iniziati a fine settembre.