Sempre più italiani decidono di emigrare all’estero, per trovare lavoro e qualità di vita migliori. Sono principalmente uomini, non sposati e tra i 18 e i 34 anni, e le mete che preferiscono sono Germania e Regno Unito. Provengono per la maggior parte dal Sud – in particolare dalla Sicilia – ma anche la “fuga” dalle regioni del Nord è in aumento. Il risultato – al 1 gennaio 2015 – è un aumento del 3,3% degli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) rispetto al 2014, per un totale di 4.636.647 persone. I dati sono quelli del X° Rapporto italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, che evidenzia come le due mete principali siano Europa (per il 53,9%) e l’America (40,3%). Nel 2014, invece, gli espatri sono stati 101.297, con una crescita del 7,6% rispetto al 2013 (94.126).

Donne, minori e over 65 – Si tratta di un flusso in costante crescita, che negli ultimi dieci anni è aumentato del 49,3%, passando dai tre milioni del 2006 agli oltre quattro milioni e mezzo di oggi. Tra le mete preferite dagli italiani nel 2014, oltre a Germania e Regno Unito, ci sono Svizzera (11.092 espatri), Francia (9.020) e Argentina (7.225). La maggior parte dei cittadini italiani iscritti all’Aire risiede in Europa (53,9%) e in America (40,3%). Al primo gennaio 2015 le donne sono 2.227.964 – cioè il 48,1% (+75.158 rispetto al 2014) del totale – e i minori 706.683 (15,2%), mentre gli over 65 sono 922.545 (19,9%).

L’identikit di chi se ne va – Secondo i dati del rapporto, oltre la metà degli italiani all’estero è di origine meridionale (Sud: 1.560.542 e Isole: 822.810), mentre il 33,2% è partito dal Nord (Nord Ovest: 772.620 e Nord Est: 766.900) e il 15,4% dal Centro Italia (713.775). E pur restando la Sicilia la prima regione per numero di connazionali residenti all’estero, seguita da Campania, Lazio e Calabria, sono in aumento i flussi da Lombardia e Veneto. A fare le valigie sono stati in prevalenza uomini (56,0%), non sposati (59,1%), tra i 18 e i 34 anni (35,8%).

Le partenze – La Lombardia (+24 mila) e il Veneto (+15 mila) sono i territori regionali che presentano le variazioni, in valore assoluto, più alte seguite da Sicilia (quasi +15 mila), Lazio (quasi +14 mila) e Piemonte (quasi +13 mila). Le variazioni percentuali raccontano, invece, una storia diversa restituendo un’immagine più legata alla ‘demografia regionale’; è, dunque, il Trentino Alto Adige a inaugurare la classifica (6,5%), seguito da Lombardia (6,1%), Piemonte (5,3%) e, a distanza, dalla Valle d’Aosta (4,8%).

In crescita la generazione Millenials
Ma non se ne va soltanto chi cerca un lavoro. Sono infatti in aumento anche i laureati e i liceali che decidono di trascorrere un periodo all’estero. A rilevarlo è il decimo Rapporto italiani nel mondo, che si focalizza sui Millennials, la generazione più istruita dal secondo dopoguerra ad oggi, in possesso di qualificati titoli di studio post-laurea (specializzazione, master, dottorato di ricerca), ma che, nello stesso tempo, sono anche la generazione più penalizzata dal punto di vista delle possibilità professionali e, quindi, i più esposti alla disoccupazione. La destinazione preferita per i Millennials è l’Europa, già a partire dagli studi universitari.