Segaligno e taciturno, per gli standard renziani con un tono eccessivamente depressivo e perciò destinato alla panchina come quei portieri di riserva che hanno il compito non di giocare ma di guardare la partita e, quando si fa festa, il permesso di esultare. Destinato all’ombra perenne, il deputato Michele Anzaldi ieri (29 settembre ndr), con una dichiarazione al Corriere, si è conquistato la luce della polemica. A Grillo sembra un piccolo Goebbels, ai giornalisti del Tg3 un Berlusca in sedicesimo, alla minoranza Pd l’ennesimo portaordini del Capo.

Renzi è il padrone del vapore e quelli della Rai non se ne sono accorti. È così?
Renzi è il segretario del Pd e il capo del governo e quelli di Rai3 sembrano non essersene accorti. Hanno artificiosamente creato due Pd, accreditando la minoranza come un partito e tagliando i tempi quasi fossimo pari.

Lei cronometra?
Io sono membro della commissione di Vigilanza, la Rai è pubblica e ha un contratto di servizio. Prende i soldi a fronte di un impegno a offrire equilibrio nella rappresentanza delle posizioni politiche.

È suo compito decidere se l’onorevole Speranza debba essere intervistato?
Il mio compito è denunciare lo squilibrio: perché il tempo concesso a Speranza dev’essere tolto a Renzi?

Non c’è un minuto senza Renzi in audio, in video, in tweet. Anzaldi, una voce contraria avrà diritto ad essere espressa.
Ha detto bene. È una voce contraria, non un voto contrario. Occupano la televisione, cianciano ma poi al dunque quelli là votano con noi.

Lei vorrebbe chiudere in cantina quelli della minoranza.
Ho l’abitudine di documentarmi prima di parlare. Ecco qua i dati dell’Osservatorio di Pavia chiamato per legge a monitorare. Ad agosto il Tg1 dà il 26% al Pd, il Tg2 il 21,4%, il Tg3 il 38%.

Uno sproposito!
Uno sproposito, infatti. Per dare voce a Speranza, D’Attorre e compagni il Tg3 riduce quella del governo al 22,3% contro il 32,6% del Tg2 e il 34,7% del Tg1.

Lei dunque si batte per la riduzione dello spazio al Pd.
Se devi toglierlo al governo… ma quanti Pd esistono?

È un partito largo il suo: da De Luca a Verdini.
De Luca è imbarazzante.

I suoi colleghi di fede renziana non se ne sono ancora accorti e in silenzio sono rimasti quando il governatore della Campania ha detto che la Rai è camorrista.
Quelli là sono anzitutto fancazzisti e poi aspettano sempre la linea del Capo. Non c’era l’ordine di scuderia e loro muti, non si sa mai…

Lei parla senza auricolare.
Io rispondo alle domande. Magari domani mi rimanderanno nel freezer.

Verdini, un altro compagno di viaggio. Lei che sembra così delicato di stomaco lo digerisce?
Questo è un pacco dono della minoranza interna. Grazie al loro ostruzionismo su ogni acca che si votava ce lo hanno fatto caricare e adesso tocca pure pagarlo e ringraziarlo.

Pagare?
Politicamente verrà ricompensato.

Anzaldi, Grillo le dà del Goebbels (in formato mignon però).
Grillo dovrebbe regalarmi una cesta di cannoli siciliani. Anzi un’intera fabbrica.

I cannoli ricordano Cuffaro, l’ex presidente della Regione e suo conterraneo ora in carcere.
Chi è siciliano non può che amare i cannoli.

Eravamo a Grillo.
Tutto il tempo che regalano al Pd in versione opposizione lo drenano a quelle vere. Lo rubano anche al movimento di Grillo.

Ma lei non è quell’Anzaldi che ha fatto un casino contro il direttore di Rai3 Vianello per aver dato troppo spazio nei talk show ai Cinquestelle?
Chiedo l’equilibrio, nulla in più. Se fai un talk show come Ballarò in cui apri con lo scrittore Nicola Lagioia che dice che in Italia fa tutto schifo, poi segue un’intervista a Di Battista senza contraddittorio, e infine metti un Saviano deprimente, allora dico: tu mi vuoi ammazzare.

Povero Renzi: senza voce e senza talk.
Allora meglio Porro che sulla nuova flotta aerea di Palazzo Chigi fa parlare Peter Gomez ma poi invita anche Claudio Velardi che ci difende come può.

Il direttore di Rai3 è arrogante. Conferma?
Confermo.

Fosse per lei lo caccerebbe.
Beh, certo che deve dare un chiaro e immediato segnale editoriale.

Ok, licenziato. E licenzierebbe anche la direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer?
Sono per le newsroom. Solo due direttori di tg. Se dipendesse da me, riterrei che la Berlinguer ha dato tanto, ma così tanto alla Rai che può anche bastare.

Finora né il governo né il partito hanno ridimensionato le sue parole.
Alla Camera una standing ovation.

Tutti pensano quel che lei ha detto.
Baci e abbracci.

da il Fatto Quotidiano del 30 settembre 2015