Tassa su prima casa? La aboliamo per tutti perché il catasto non è aggiornato dal 1939, la definizione di casa di lusso o di benestante è impossibile da dare“. Sono le parole del premier Matteo Renzi, ospite di Otto e Mezzo, su La7. “I ricchi comunque pagano di più” – continua – “perché resta la tassa sulla seconda casa. Però non se ne può più di questa storia della tassa sulla casa: è arrivato Berlusconi che l’ha levata, poi l’hanno rimessa, poi hanno detto ‘la rileviamo’, ma l’hanno tolta solo un po’. E’ come diceva Ennio Flaiano: ‘la mia ragazza è incinta solo un po”. La tassa sulla prima casa vale tre miliardi e mezzo, un terzo dell’operazione sugli ottanta euro. Nel frattempo il mercato immobiliare e il settore edilizio sono crollati. Eliminare la tassa sulla casa, che vale 3,5 miliardi, magari non risolve ma aiuta”. E aggiunge: “In Italia le tasse devono scendere, per me ridurre le tasse è di sinistra. La sinistra diceva che le tasse erano bellissime e che era giusto aumentarle, io penso di no. La tassazione sulla prima casa l’ha tolta anche Berlusconi? Ho capito, anche Berlusconi avrà fatto anche qualcosa di buono. Anche un orologio rotto due volte al giorno segna l’ora esatta“. Il premier sottolinea: “L’Italia è un paese forte, solido, che deve smettere di avere un racconto ridicolo su se stesso. Come si fa a raccontare che ci sono intere regioni in mano alla criminalità? Non è vero, è una rappresentazione macchiettistica. L’Italia deve smetterla di raccontare se stessa come un qualcosa di totalmente perso. Non è così”. Poi l’annuncio della manovra finanziaria di circa 27 miliardi di euro: “Non abbiamo da sforare nessun conto, anzi, dal 2016 il debito in Italia scende. Utilizzeremo, e non del tutto, le clausole di flessibilità. Abbiamo la possibilità di usare fino a all’1% in più, cioè fino a 17 miliardi. Noi non sforiamo, come fece invece la Germania nel 2003. E allora venne autorizzata da Berlusconi, che all’epoca era il presidente di turno”. E ribadisce: “27 miliardi significa meno tasse agli italiani, cioè tagli: non c’è una tassa che aumenta. Sulla sanità, se le cose vanno in una certo modo, male che vada, in legge di stabilità ci saranno le stesse cifre di quest’anno”. Renzi, infine, afferma che il Pil sarà rivisto al rialzo: dallo 0,7 allo 0,9