La politica, tranne poche eccezioni, contro Vespa. Che però viene difeso a spada tratta dai suoi colleghi e da chi lavora in televisione. La puntata di Porta a Porta con ospiti i parenti del boss Vittorio Casamonica continua a far discutere e a creare polemica. La novità, però, è che la critica non è più univoca nel condannare la scelta del giornalista. “Da cattolico, penso che a guardare Porta a Porta si faccia peccato e bisogna confessarsi. Questa non è informazione” ha detto il primo cittadino di Roma Ignazio Marino, intervistato da La Stampa. Mi sento offeso come sindaco della capitale e come cittadino che paga il canone. Tutto dobbiamo fare meno che spettacolarizzare la mafia” ha continuato Marino, che ha espresso un giudizio severissimo su Porta a Porta: “Non lo guardo da quando mi occupavo di una legge sulle cure del fine vita e Bruno Vespa mi invitò, proiettò immagini di malati non in stato vegetativo ma presentandoli come tali, facendo passare il messaggio che dallo stato vegetativo permanente sia possibile riprendersi”. Da qui l’invito a Vespa a farsi da parte: “Io vengo dal mondo anglosassone, dove quando qualcuno mantiene un ruolo per più di dieci anni si pensa sempre ci sia qualcosa che non va – ha detto il sindaco di Roma – Penso che ci siano tanti giovani giornalisti che sarebbero perfettamente in grado di sostituirlo“. Nella puntata di ieri sera, la prima dopo l’ospitata dei Casamonica, l’assessore alla Legalità di Roma Alfonso Sabella ha richiamato Vespa sul fatto che sarebbe stato necessario avere in studio anche le vittime. Sentendosi rispondere che gli ospiti sono incensurati, quindi non ci sono le vittime. 

Il parere di Marino, come detto, è stato in linea con quello di gran parte del panorama politico. Diametralmente opposto, invece, il modo di vedere le cose del direttore del TgLa7 Enrico Mentana e del consigliere di amministrazione Rai Carlo Freccero. Quest’ultimo, in particolare, non le ha mandate a dire: “Bruno Vespa ha solo fatto il suo mestiere. E siccome sa bene che le chiacchiere della politica non fanno più ascolti, ha chiamato i Casamonica” ha detto al Messaggero, a cui ha spiegato come “la vergogna non è quello che è successo nello studio della trasmissione ma quel corteo funebre”. Non solo. Freccero, dopo aver sottolineato che in studio i giornalisti presenti (Virman Cusenza e Fiorenza Sarzanini) non hanno risparmiato domande scomode ai Casamonica, ha anche risposto a chi gli faceva notare come la posizione di Beppe Grillo (Freccero è stato nominato in cda con i voti dei 5 Stelle) fosse assai diverso dal suo. “Si sta sbagliando – ha sottolineato l’ex direttore di Rai4 – , la censura non ci deve mai essere. E mi meraviglio che lui non capisca questo”.

Ancor più duro il parere di Enrico Mentana: “Con le reazioni al caso Vespa si capisce chi è l’editore della Rai, ovvero i partiti – ha detto l’ex direttore di Tg5 a il Giornale – Se Vespa fa il suo mestiere s’invoca l’intervento della Commissione di Vigilanza sulla Rai. Una televisione sotto commissione non si può vedere”. Sulla stessa linea d’onda di Mentana anche altri esponenti più o meno importanti del mondo del giornalismo. E sul talk show che il sindaco di Roma definisce “la prova di forza di una famiglia mafiosa” interviene, intervistato da Repubblica, anche il prefetto di Roma Franco Gabrielli, che esprime una sua teoria sul destino dei Casamonica: “Il funerale di Vittorio Casamonica e la celebrazione del suo clan ne saranno la némesi. Vedere figlia e nipote del boss con il cappello in mano da Bruno Vespa è la dimostrazione che i Casamonica hanno compreso in quale guaio si siano infilati e quale errore abbiano fatto ad accendere un riflettore che ora, con ogni evidenza, non controllano più. Pagheranno a breve il giusto fio di quello che hanno combinato”.

Contro il conduttore di Porta a Porta anche un altro volto storico della Rai, Renzo Arbore: “Vespa doveva prepararsi di più e sapere con chi aveva a che fare per contrastare la strana simpatia naif di quella coppia – ha detto l’artista – Le polemiche hanno ragione d’essere, Vespa è andato sicuro del suo mestiere ma alla fine la signora e suo figlio sono usciti vincitori”.