Al diciannovesimo Festival della letteratura di Mantova, in programma dal 9 al 13 settembre, si cerca una nuova via di lettura. Meglio, si cercherà di sviluppare un nuovo supporto di lettura che, approfittando dello sviluppo delle nuove tecnologie digitali, scavalchi gli e-reader e personalizzi il libro. La sfida è ardua. Intorno all’ambizioso progetto stanno lavorando dodici ragazzi di diversa formazione (ci sono ingegneri, informatici, umanisti, filologi…) provenienti da tutta Italia che hanno partecipato all’apposito bando di selezione.

Il progetto si chiama Prototipi, il gruppo di lavoro è attivo e si sta riunendo dallo scorso 24 agosto. “Se escludiamo – spiega Alessandro Della Casa della segreteria organizzativa del Festivaletteratura – gli ebook e i loro supporti di lettura, gli e-reader, l’universo libro sembra resistere all’evoluzione digitale. Partendo da questi presupposti e dalla volontà di dare un nuovo slancio evolutivo al libro, Festivaletteratura ha dato vita al progetto Prototipi. Per noi rappresenta una sfida su cui puntiamo molto. L’idea è quella di realizzare forme di ‘neo libri’ che sfruttino al meglio le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Vogliamo creare un laboratorio che sviluppi al meglio un’idea lanciata da un autore presente al Festival”.

L’idea di quest’anno appartiene ad Hans Tuzzi ed è quella di personalizzare al massimo l’oggetto libro spogliandolo, grazie all’utilizzo della tecnologia digitale, della serialità abbinata fino ad oggi ai prodotti editoriali. “Insomma, l’obiettivo è quello di portare più lettore, inteso come essere umano che legge, nell’oggetto libro. Entro la fine del festival – aggiunge Della Casa – vogliamo presentare un prototipo con queste caratteristiche”. L’officina che potrebbe dar vita al libro del futuro ha sede a Mantova, nella centrale piazza Martiri di Belfiore, e durante i giorni della rassegna letteraria il pubblico sarà invitato a osservare il work in progress e avrà anche la possibilità di fare osservazioni e dare consigli e suggerimenti utili.

A coordinare i lavori del gruppo sono Gabriele Alese, Claudia Busetto e Letizia Sacchi. In attesa di conoscere meglio il libro del futuro e il futuro del libro, il presente, ossia la diciannovesima edizione del Festivaletteratura, propone, come sempre, un’ampia scelta di eventi (oltre 300, compresi quelli gratuiti, 260 a pagamento) che promettono di offrire parecchi spunti di riflessione. Una lettura tematica del programma, infatti, evidenzia come si possano isolare alcuni aspetti. Lotta contro la corruzione e le nuove mafie, ad esempio. La Corte dei Conti ha calcolato che questa piaga sociale costa allo Stato italiano 60 miliardi di euro l’anno. A parlarne a Mantova – giovedì 10 settembre alle ore 15 in piazza Castello e domenica 13 settembre alle 14.30 a Palazzo San Sebastiano – ci saranno Raffaele Cantone, presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), il giudice supremo di Cassazione – e già protagonista della stagione di Mani Pulite – Piercamillo Davigo e il giornalista Lirio Abbate, autore di inchieste particolarmente indigeste a Massimo Carminati e ai complici di ‘Mafia Capitale’.

Dell’importanza del parlare chiaro per il funzionamento della democrazia e del complicato rapporto fra potere e libertà discuteranno – venerdì 11 settembre alle ore 18.30 in piazza Castello, sabato 12 settembre alle 11.30 in piazza Castello e domenica alle 16.30 a Palazzo San Sebastiano – lo scrittore e magistrato Gianrico Carofiglio, Gustavo Zagrebelsky e Stefano Rodotà. Un approfondimento che promette di essere fuori dal coro e privo di retorica quello che, sabato alle 14.30 al teatro Bibiena, lo storico John Foot, autore de La Repubblica dei Matti, lo psichiatra basagliano Franco Rotelli e il conduttore radiofonico Massimo Cirri realizzeranno su Franco Basaglia e la psichiatria radicale in Italia.

Di Africa, migranti e voglia di riscatto del continente troppo spesso sui media come vittima discuteranno – sabato alle 19 in piazza Castello – il Premio Nobel nigeriano Wole Soyinka, sulla cui testa pendono ancora le minacce di morte dei terroristi jihadisti africani di Boko Haram, e l’ex premier italiano Romano Prodi, dal 2008 a capo del Gruppo di Lavoro Onu-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa. Mentre Gino Strada, fondatore di Emergency, mercoledì alle 18.30 in piazza Castello, farà il punto sul virus Ebola. Non mancherà un focus sulla Grecia travolta dalla crisi economica, raccontata da tre autori ellenici di diverse generazioni (Petros Markaris, domenica alle ore 10 al teatro Ariston; Alki Zei, sabato alle ore 17.15 alla Casa del Mantegna e Kosta Akrivos, venerdì alle ore 11 al Conservatorio) e un confronto serrato su libertà, religione e fondamentalismo fra il sociologo francese Edgar Morin e il teologo e intellettuale musulmano Tariq Ramadan (mercoledì alle ore 21 in piazza Castello).

Senza dimenticare la presenza del Premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa, che chiuderà la rassegna domenica 13 settembre, e quella di importanti nomi della letteratura mondiale quali Kazuo Ishiguro (sabato alle ore 11.15 a Palazzo San Sebastiano), Richard Ford (domenica, ore 15 piazza Castello), Jo Nesbø (sabato, ore 14.30 piazza Castello) e fra gli italiani Melania Mazzucco (sabato, ore 21 teatro Ariston), Carlo Lucarelli (venerdì, ore 15.30 palazzo san Sebastiano), Vinicio Capossela (venerdì, ore 16 piazza Castello), Silvio Perrella (domenica, ore 11 santa Maria della Vittoria) e Maurizio Maggiani (domenica, ore 14.30 Basilica Santa Barbara).