E’ la Macedonia il nuovo fronte dell’emergenza immigrazione. Da qui passano migliaia di profughi che scappano dalla Siria, dall’Iraq e dall’Afghanistan, approdano sulle coste greche (ormai fuori controllo) e cercano un passaggio per il nord attraverso la “rotta balcanica“. A est, l’Europa scopre in questi giorni di avere un varco di accesso ancora più incontrollabile rispetto a quello che affaccia al mare, a sud. L’Alto commissariato per i rifugiati stima che 3mila migranti al giorno attraverseranno il confine greco-macedone a gruppi di 300-400 persone. Per questo la Bulgaria ha disposto l’invio di alcuni blindati ai valichi di frontiera con la Macedonia. “Si tratta di una misura preventiva diretta a rafforzare il presidio lungo il confine macedone e affiancare le pattuglie di guardie di frontiera”, ha detto un portavoce del ministero della difesa.

Unhcr: “Nei prossimi mesi 3mila persone verso la Macedonia”
Nelle ultime 24 ore sono 2.093 le persone entrate illegalmente in Ungheria, passando dalla Serbia e prima ancora dalla Macedonia e dalla Grecia. Un flusso molto più alto rispetto a quello registrato nei giorni scorsi, che si fermava fra 1.000 e 1.500. L’aumento si registra dopo che la Macedonia ha allentato la stretta dei controlli e facilitato l’entrata verso la Serbia, paese da cui sono transitate 100mila persone dirette verso il nord Europa, come ha reso noto il ministro del lavoro e affari sociali serbo Aleksandar Vulin. Ma il ritmo è destinato a intensificarsi. L’allarme arriva dall’Alto commissariato: “Attualmente stimiamo che gli arrivi continueranno nei prossimi giorni a un ritmo di 3mila persone al giorno”, ha detto alla stampa la portavoce dell’Unhcr, Melissa Fleming, aggiungendo che l’agenzia sta lavorando con le autorità serbe per affrontare le necessità di almeno 10mila persone. “Il flusso – ha sottolineato Fleming – è destinato ad aumentare per il perpetuarsi delle violenze in Siria e Iraq e per il deterioramento delle condizioni in Libano, Turchia e Giordania“. Solo nell’ultimo weekend più di 10mila rifugiati e migranti sono arrivati in Serbia. E per arginare il flusso, l’Ungheria, primo paese dello spazio Schengen in cui arrivano i rifugiati diretti a nord, vuole completare entro la fine del mese un muro di un metro e mezzo di altezza alla frontiera con la Serbia.

Onu: “Recinti non fermano i migranti, politica europea fallimentare”
“La costruzione di recinti, l’uso di gas lacrimogeni e altre forme di violenza contro migranti e richiedenti asilo, il ricorso alla detenzione, il negare o il trattenere l’accesso a un riparo, il cibo o l’acqua, nonché l’impiego di un linguaggio minaccioso o discorsi di odio non dissuaderà i migranti dal venire o dal cercare di venire in Europa”, queste le parole del relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti, François Crépeau che non usa giri di parole: “Non facciamo finta di pensare che quanto l’Ue ed i suoi stati membri stanno facendo sta funzionando”.

“Germania sospende Dublino per profughi siriani”
“Siamo consapevoli della decisione della Germania di non rimandare indietro al primo paese d’ingresso in Ue i profughi siriani” che arrivano sul suo territorio. Così una portavoce della Commissione Ue, spiegando che si tratta della “clausola di sovranità” prevista dal regolamento di Dublino, applicata in “oltre 2000 casi” nel 2015. Da Berlino spiegano infatti che “i procedimenti di Dublino per i cittadini siriani, in questo periodo, di fatto, non vengono più seguiti dall’Ufficio federale per la Migrazione e i Rifugiati”. Lo dice all’Ansa un portavoce dello stesso ente federale, Bamf. “Le nuove regole seguono una direttiva dell’Ufficio federale – spiega Christoph Sander – e non una prescrizione formale vincolante”.

Sbarchi in Sicilia, ragazzo deceduto su nave Msf: “Morto per i maltrattamenti in Libia”
Gli arrivi di migranti proseguono anche via mare. Nel porto di Pozzallo, nel ragusano, è arrivata la nave Diciotto della Guardia costiera con bordo i 466 immigrati. Sono in tutto 21 i bambini a bordo e 23 le donne. Predisposti i pullman per il trasferimento immediato dopo l’identificazione, verso destinazioni che non ancora state rese note. Intanto arriva la conferma che il quindicenne somalo deceduto ieri a bordo della nave Dignity di Medici senza frontiere è morto per le percosse e i maltrattamenti subiti in Libia, dove era stato costretto a lavorare senza cibo né acqua. Lo hanno riferito alcuni dei 302 migranti soccorsi dall’imbarcazione di Msf. Il minore è stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio provocato dalla condizioni critiche di salute. Il ragazzo viaggiava da solo insieme agli altri migranti soccorsi due giorni fa nel Canale di Sicilia. Quando è stato tratto in salvo riusciva a malapena a muoversi. E’ stato subito trasferito nella clinica di bordo della Dignity, in un primo momento ha risposto bene ai farmaci e alle cure mediche del team sanitario di Msf, tanto che le sue condizioni sono migliorate notevolmente nelle prime 24 ore. Ieri, mentre la nave stava facendo rotta verso Augusta, è morto all’improvviso, nonostante gli sforzi dei medici di salvare la sua vita. Msf, in una nota, esprime il cordoglio dell’organizzazione umanitaria per la sua morte.