“Impossibile che potessimo esistere dieci anni fa, prima di Facebook. Perché allora la cultura della condivisione non era ancora diffusa”. Il social network di Zuckerberg ha segnato il primo passo della sharing economy per Nate Blacharczyk, co-fondatore di Airbnb, che un paio di anni fa spiegava a The Economist l’origine del successo dell’economia collaborativa. Una filosofia di condivisione 2.0 che va dai progetti ai processi produttivi. E che ha rivoluzionato il settore del turismo, offrendo la possibilità di organizzare vacanze gratis o comunque low cost. Una prospettiva allettante anche per gli italiani che, come dimostra la ricerca di Federalberghi, non rinunciano ai viaggi estivi, ma cercano di limitare le spese scegliendo alternative più economiche rispetto alberghi.

Condividere, che sia un posto letto o un passaggio in auto, significa risparmiare per chi usa il servizio e guadagnare – o arrotondare e coprire le spese – per chi lo mette a disposizione. Ma vuol dire anche scommettere sulle relazioni. La tecnologia è solo l’interfaccia che precede il contatto reale, la fiducia una necessità “che negli ultimi anni ha subito un’accelerazione, diventando il caposaldo di un sistema economico emergente”, scrive Gea Scancarello nel suo “Mi fido di te” (Chiarelettere). Un sistema che cresce attraverso reti di recensioni virtuali e dove i pagamenti sono sicuri. In mancanza di un compenso economico, però, subentrano scambi di competenze e il baratto, ma anche quella della gratuità è un’opzione possibile. Ma come scegliere siti e app? Eccone alcuni che riguardano pernottamento, trasporto, pasti e proposte di vacanza.

“La fiducia è il caposaldo di un sistema economico emergente”, costruito su recensioni virtuali e pagamenti sicuri

Trasporti 
E’ uno dei settori sui quali la sharing economy offre più opzioni. Parliamo di quelle che è possibile utilizzare oltre il perimetro urbano, tralasciando quindi i servizi di car sharing destinati solo alle città. Su BlaBlaCar i conducenti che hanno posti liberi a bordo possono offrire un passaggio ad altri iscritti alla piattaforma, che conta “oltre 20 milioni di utenti verificati”, risparmiando così “il 75% sul costo di benzina e pedaggio“. Dall’altra parte, chi usufruisce dei mezzi altrui ha a disposizione la possibilità di passaggi in tutta Europa a prezzi scontatissimi. Andare da Milano a Roma, ad esempio, può costare 20 euro. E lo stesso servizio viene effettuato anche da Carpooling. (Tariffe economiche ‘insidiate’ da Megabus, il servizio di trasporto low-cost arrivato anche in Italia lo scorso giugno. Una sorta di Ryan Air di terra che collega le principali città europee con prezzi a partire da 1 euro a tratta). Se diamo invece uno sguardo all’estero, negli Stati Uniti Getaround e Relayrides sono siti di autonoleggio fra privati. Il loro omologo in Spagna è Socialcar, mentre in Francia c’è Drivy (che ad aprile ha acquisito il concorrente Buzzcar). Ma se volete noleggiare da privati bici, surf e attrezzature per sport invernali c’è Spinlister. E non mancano le opzioni di noleggio anche per chi, al posto di un’auto, cerca una barca: basta visitare le offerte su Boaterfly. Se invece siete negli Stati Uniti, c’è Boatbound.

Volete noleggiare una barca? Si può risparmiare fino al 30%. Su quattro ruote, invece, è semplice viaggiare in tutta Europa a prezzi scontatissimi

Barca a vela e trekking
Per gli amanti del mare e delle vacanze in barca a vela Sailsquare dà la possibilità di fare incontrare skipper e armatori con gli utenti. E sul sito si trovano tutte le recensioni. Su questa piattaforma online si può risparmiare fino al 30% rispetto all’offerta tradizionale, entrando in un equipaggio in via di formazione, o scegliendo di condividere soltanto con i propri amici l’intera imbarcazione. Per chi invece ama camminare ma preferisce farlo in compagnia, oltre ai più noti percorsi del Cammino di Santiago e della via Francigena, il sito Social Trekking offre proposte di passeggiate ed escursioni all’estero e in Italia, senza dimenticare anche le camminate in città, come è già stato fatto ad esempio a Torino, Milano e Firenze.

Pernottamento
Ancor più variegate dei trasporti sono le opzioni che riguardano l’ospitalità. Gratuite o low cost, tra dog e house sitting o più semplicemente ripagando con un baratto i desiderata della struttura di accoglienza. Il couchsurfing è a costo zero: soggiorno gratuito presso abitazioni private. Dove? Può essere un couch (divano), un letto singolo (o in condivisione, può succedere) o un’intera stanza per sé. Rientra nella filosofia della gift economy (economia del dono), ovvero della fruizione gratuita di un servizio. Il ‘couch’ di destinazione, però, non è un albergo e l’ospite si troverà anche a condividere tempo o ad aiutare in casa, per la spesa o le pulizie. Diffuso in tutto il mondo, è un sistema di ascolto, relazione e collaborazione, senza traccia di scambio economico. Simile a BeWelcome.

Baratto, “lista dei desideri” e collaborazione attiva: il compenso va oltre lo scambio economico. La nuova ricchezza? Relazionarsi con gli altri

L’ospitalità in cambio di lavoro è offerta invece dal woofing, il lavoro agricolo nelle fattorie è ricambiato con pernottamento, pasti e training “di settore”. Con BarattoBB è possibile essere accolti gratuitamente presso bed and breakfast di tutta Italia in cambio di collaborazione, beni e servizi inclusi nella “lista dei desideri” della struttura. Dalla richiesta di olio, vino, elettrodomestici (anche usati) e giochi per bambini, fino ai set di foto professionali per rinnovare il sito del B&b. Lo stesso vale per Workaway, dove si va dal giardinaggio al babysitting con offerte e richieste da tutto il mondo. Su MindMyHouse, Housitmatch, Nomador, Housecarers, e Trustedhousesitters chi lascia temporaneamente la propria casa incontra chi si candida come house sitter. Su Homestay tante strutture in tutto il mondo che funzionano come b&b, ma si interagisce di più con chi apre le porte della propria casa. Che ci si può scambiare su HomeForHome e Scambiocasa, mentre su Nightswapping, Trampolinn funziona lo stesso sistema, gtatuito ma a punti: si accolgono ospiti e si guadagnano notti da passare altrove.

Passando invece al soggiorno pagato, è possibile trovare case e appartamenti in affitto in tutto il mondo in ottime posizioni e a prezzi molto più contenuti degli alberghi su Homestay. Stesso servizio anche su Housetrip e Roomorama, e per trovare le offerte migliori nel mare magnum degli annunci aiutano i motori di ricerca Tripping e Compareandshare (che per chi è in Uk, include anche un servizio simile a quello di BlaBlaCar).

Il fondatore di Airbnb: “Gli utenti dormono nei letti di altre persone. Per questo serve un livello di fiducia diverso rispetto a eBay o Facebook”

E infine Airbnb, il sito più conosciuto di tutti che ormai ‘minaccia’ anche gli albergatori, perché è riuscito a intercettare turisti e viaggiatori per tutte le fasce di prezzo, dai low cost a quelli che puntano all’extra lusso. E che già oggi vale il 15% del mercato. Fondato dall’americano Brian Joseph Chesky, classe 1981, solo in Italia – secondo quanto riportato dalla Stampa lo scorso 7 luglio – ha 150mila alloggi e in un anno è cresciuto del 99%. Il nostro Paese è il terzo al mondo per giro d’affari dopo Stati Uniti e Francia e gli stranieri che lo utilizzano in un anno sono cresciuti del 141%. Solo a Milano l’effetto Expo ha determinato un +293%. Diffuso ormai in tutto il mondo, nel 2014 valeva più di dieci miliardi di dollari. Oggi ha superato i 24. “Quello che oggi importa nella vita – ha detto Chesky – non sono più le cose. Sono le relazioni. L’esperienza”. E quella collaborativa di Airbnb è diversa: “Le persone dormono nelle case e nei letti di altre. Quindi – ha dichiarato – per partecipare è necessario un livello di fiducia diverso rispetto a eBay o Facebook“.

Pasti

E oltre a casa e trasporto, anche il cibo si condivide. Parliamo di social eating, di case private che diventano ristoranti. Per pochi o pochissimi ospiti. Il menù è online: e lì si incontrano disponibilità degli chef e domanda. In Italia la più utilizzata è Gnammo: molti degli annunci, come tanti siti di home restaurant, riportano la sigla BYOB, ovvero buy your own beverage. In sostanza, il vino si porta da casa.

Cuochi a domicilio, chef che aprono le porte di casa e cucinano per pochi ospiti. Ma anche piattaforme per trovare un pasto a sei euro o scambiarsi alimenti che altrimenti andrebbero sprecati

Stessa filosofia anche per Peoplecooks che propone di guadagnare “cucinando da casa tua” e che permette di consumare un pasto (primo, secondo, frutta e aqua) a sei euro. Low cost anche le proposte di Cucina e condividi, dove si mette a disposizione – a pochi euro – quanto si sta cucinando, oppure, su richiesta si preparano pietanze d’asporto. Scambiacibo punta invece a evitare gli sprechi e a condividere alimenti in scadenza che altrimenti verrebbero buttati, come il tedesco Foodsharing. Anche iFoodShare propone “la condivisione di piccoli e grossi quantitativi di prodotti alimentari” e “possono aderire cittadini, grande distribuzione, piccoli esercenti, panificatori e aziende agricole”. Prodotti a rischio spreco, ma in vendita, sono anche su MyFoody.

Tornando agli home restaurant, offrono prezzi più alti con pietanze locali, piatti curati e location interessanti i cuochi-host e personal chef di Bonappetour, alcuni dei quali si propongono anche come guide turistiche. Poi ci sono anche Cookening per Europa e Stati Uniti, gli chef a domicilio di KitchenSurfing, piattaforma attiva soltanto in Usa e a Berlino e quelli di Bookalocal. Su Eatwith è possibile trovare cuochi esperti o non professionisti in oltre 150 città in tutto il mondo per un pasto condiviso o per i propri ospiti, a domicilio.

Sharing economy, volete saperne di più? Ecco alcuni libri

Mi fido di te, Gea Scancarello (Chiarelettere)
Car sharing. Come la sharing economy cambia la nostra mobilità, Carlo Iacovini (Edizioni Ambiente)
What’s Mine Is Yours: The Rise Of Collaborative Consumption, Rachel Botsman (Tantor Media)
Collaboriamo!, Marta Mainieri (Hoepli)
La rete che lavora: mestieri e professioni nell’era digitale, Ivana Pais (Egea)
The Mesh: Why the Future of Business Is Sharing, Lisa Gansky (Penguin)
Social Trekking, Alessandro Vergari (Terre di mezzo)
La società a costo marginale zero, Jeremy Rifkin (Mondadori)