Virginio Merola, sindaco uscente di Bologna, sarà il candidato del Partito democratico alle prossime elezioni comunali del 2016. Dopo mugugni, frecciate e attacchi arrivate soprattutto da dentro il Pd, dopo essere stato addirittura sottoposto a un sondaggio sulla sua popolarità e sulle sue chance di vincere, Merola ha ottenuto il beneplacito dell’apparato democratico, che giovedì 30 luglio in una assemblea cittadina lo ha ri-incoronato. L’unico altro pretendente che ha avanzato l’idea di candidarsi è stato il sindaco di Castenaso, comune alle porte di Bologna: Stefano Sermenghi, renziano della prima ora, se vorrà provare a correre per le primarie dovrà raccogliere entro il 7 agosto le firme del 15 per cento degli iscritti. Difficile possa riuscirci o anche solo provarci in così pochi giorni: per questo è oramai assodato che Merola sarà automaticamente in corsa per tornare a Palazzo d’Accursio.

Ma non è stata una passeggiata per l’ex assessore della giunta Cofferati. Ad aprile, Andrea De Maria – deputato Pd, ex sindaco di Marzabotto, ex segretario provinciale e oggi cuperliano di ferro – in una intervista spiega apertamente di non essere d’accordo con una ricandidatura di Merola, bersaniano prima, poi diventato renziano dopo le politiche del 2013. De Maria definisce l’azione amministrativa di questi cinque anni come “non all’altezza” e spiega che per la città servirebbe “un salto di qualità”. Ne nasce un polverone politico, con il partito diviso, ma soprattutto senza alcuna idea per una vera alternativa vincente a Merola. Nella ricerca di un nome alternativo si fa addirittura quello di Gianluca Galletti, Udc, oggi ministro dell’ambiente e legatissimo a Pier Ferdinando Casini. Un nome civico in una possibile alleanza senza Sel, ma con l’Udc. Poi si fa anche il nome del rettore uscente Ivano Dionigi, ma è lui stesso a declinare l’invito a inizio luglio. Insomma il Pd, sia a livello provinciale che regionale è talmente in confusione sulla questione che subito viene commissionato un sondaggio tra i cittadini sull’azione di Merola e su un possibile risultato alle prossime amministrative. Il primo cittadino uscente dal canto suo è l’unico che tira dritto, facendo chiaramente capire di volere un secondo mandato.

A luglio infine arriva il verdetto del sondaggio: l’ufficio ricerche del Pd Emilia Romagna assegna a Merola un indice di gradimento elettorale tra il 45 e il 48%, a cui andrebbero aggiunti i voti di Sel in una eventuale alleanza, come nel 2011. Una vittoria, come allora, possibile al primo turno, e secondo il sondaggio fatto a un anno dal voto, addirittura scontata in caso di ballottaggio. Così si arriva al voto di giovedì con lo stesso De Maria che vota a favore.

La ricandidatura di Merola alla fine potrebbe quasi essere considerato un fatto storico per il centrosinistra a Bologna: nonostante si porti dietro i soprannome di “Rossa” infatti, erano 15 anni che il Partito democratico (e prima il Pds e i Ds) non ricandidavano un sindaco per un secondo mandato. Dopo i 20 anni di Giuseppe Dozza (1945-1964), i sei anni di Guido Fanti (1964-1970), i 13 anni di Renato Zangheri (1970-1983), i 10 anni di Renzo Imbeni (1983-1993) e i sei anni di Walter Vitali, dal 1999 in poi i sindaci di Bologna non sono mai riusciti a fare il bis. Dopo i 5 anni di Giorgio Guazzaloca, primo sindaco non di sinistra della città, Sergio Cofferati, eletto nel 2004 coi Ds, fece un solo mandato; Flavio Delbono durò pochi mesi in carica (fu costretto alle dimissioni dalla vicenda Cinziagate), poi seguì un anno e mezzo di commissariamento da parte dell’allora prefetto Anna Maria Cancellieri. Merola ora potrebbe dare per la prima volta una continuità che qui non si vede da tempo.

Dall’altra parte della barricata invece si contnua a discutere e a dividersi. Nei giorni scorsi, con una foto pubblicata su Twitter che lo ritraeva a petto nudo in un bagno della Riviera, Matteo Salvini ha incoronato la candidata della Lega nord: Lucia Borgonzoni, oggi consigliera comunale, una volta bossiana oggi salviniana di ferro. Ma la decisione non ha esaltato il centrodestra, con Forza Italia e Fratelli d’Italia che non ci stanno a farsi imporre così il candidato come già accadde nel 2011, quando il Carroccio di Umberto Bossi impose Manes Bernardini e Merola vinse al primo turno.

Il Movimento 5 stelle invece sembra pronto a candidare Massimo Bugani, oggi consigliere comunale, fedelissimo di Beppe Grillo anche e soprattutto quando l’Emilia Romagna era terra di dissidenti e ribelli. Su di lui un parere lo ha dato lo stesso Merola: “Bugani è un bell’avversario, credo che qualche problema ce lo creerebbe. La Borgonzoni ben venga, è una passeggiata”.