Non bastava Mafia capitale, non bastavano le lotte interne al Pd e nemmeno le ripetute richieste di dimissioni del Movimento 5 Stelle: il sindaco di Roma Ignazio Marino apre un nuovo fronte di guerra. E questa volta mette nel mirino i macchinisti della metropolitana. “Oggi, ed è accaduto anche nelle giornate passate, c’è stato un servizio molto scadente sulle nostre metropolitane che ha danneggiato la vita delle romane, dei romani e dei tanti turisti che vengono nella nostra bella città ogni giorno. Io temo che si tratti di comportamenti individuali di singoli macchinisti, che danneggiano con il loro comportamento l’immagine dell’azienda e la vita delle persone”, dice il primo cittadino capitolino in un video postato sulla sua pagina Facebook.

“Questo – continua il sindaco di Roma –  accade perché ho preteso che da poche settimane i macchinisti della metropolitana timbrino il cartellino in entrata e in uscita così come fanno tutte le persone che nella nostra città vanno a lavoro la mattina e tornano a casa la sera”. Marino ha quindi spiegato di avere già preso provvedimenti: “Per questo motivo, ho chiesto al dottor Micheli – il nuovo direttore generale dell’Atac, che ha la mia massima fiducia – di mettere in moto tutti gli strumenti necessari per scoprire la verità. Noi abbiamo diritto di avere una metropolitana, anzi tre metropolitane, che funzionino come quelle di una capitale di un Paese del G7. E trovo anche inaccettabile che a Milano i macchinisti guidino 1100 ore l’anno, a Napoli 950 e a Roma solo poco più di 700 ore l’anno. Questo va cambiato, nell’interesse della città”.

Il primo cittadino romano in pratica ha aperto un nuovo fronte di battaglia, l’ennesimo a livello amministrativo, dato che subito dopo essere entrato in Campidoglio aveva cominciato a snellire e rinnovare i consigli d’amministrazione delle società partecipate dal comune. Aspre critiche erano arrivate anche dopo la nomina del nuovo comandante dei vigili urbani: incarico che Marino aveva affidato ad un esterno, cioè Roberto Clemente, che è un poliziotto. Mal di pancia interni al comune erano arrivati anche quando il primo cittadino aveva confidato di voler rivedere lo stipendio accessorio dei dipendenti comunali.