“La Severino? Ormai è un’articolo di fede, non una legge che va valutata nella sua applicazione e magari cambiata, se non funziona. E’ incostituzionale, ma finché c’è la rispetto. Poi farò ricorso”. E ancora: “Mi spiace ma non leggo Saviano, se posso io leggo Hegel”. Non arretra di un centimetro Vincenzo De Luca, neoeletto governatore della Campania e avviato a un destino di sospensione per effetto della Severino e di una  condanna in primo grado per abuso d’ufficio. Le polemiche che lo hanno investito non intaccano la sua proverbiale vis polemica. De Luca, vincitore delle regionali del 31 maggio, è ospite della trasmissione di Lucia Annunziata “In Mezz’Ora” a due giorni dall’incontro con Renzi e a 24 ore dalla direzione nazionale del Pd dove il caso potrà essere centrale.

“Non ci sarà alcuna resa dei conti in direzione”, chiarisce l’ex sindaco di Salerno riferendosi (probabilmente) anche allo scontro con Rosy Bindi, rea di averlo incluso nella lista degli “impresentabili” dell’Antimafia con un “attacco infame e diffamatorio”.  Ma respinge anche ogni ipotesi, ventilata per giorni, di un patto col governo per modificare la legge consentendogli di restare in carica. “Non ne abbiamo parlato, io andrò avanti per la mia strada: se sarò sospeso per effetto della Severino farò ricorso e sarò subito reintegrato, come accaduto ad altri, ad esempio De Magistris”.

Lucia Annunzia insiste sul fatto che, come ipotizzato da diversi osservatori, il Pd debba effettivamente qualcosa a De Luca, che con il 45,5% di voti suoi (a fronte del 19% preso dal partito), ha consentito a Renzi e alla maggioranza di non consegnare la Campania al centrodestra, tamponando il rischio che si parlasse di un pareggio o peggio di una sconfitta. E d’altro canto chiede come risponde, invece, a chi lo accusa di aver contribuito con la sua candidatura al flop in Liguria della candidata del centro sinistra.

“Certo non ho danneggiato io la Liguria – risponde il neogovernatore – È tornata la sinistra ‘leopardiana’, a cui piace farsi il deserto intorno come ne “‘La ginestra'”. Così De Luca congeda la vicenda sulla sinistra che ha sostenuto la candidatura di Luca Pastorino. Ma per quanto riguarda la Campania rivendica: “Io ho contribuito nel mio piccolo a far sì che la regionali portassero un risultato straordinario al Pd ma Renzi non mi deve niente. Ho subito pressioni e aggressioni per mesi ma mi sono opposto come se facessi la resistenza, a difesa di valori di dignità e libertà personale che venivano intaccati da una campagna cinica e infame, senza motivazioni di merito. La Severino sembra un’articolo di fede, non una legge che va valutata nella sua applicazione”.

La colpa? E’ tutta del Parlamento: “Abbiamo verificato la contraddittorietà del quadro legislativo italiano. Per la Severino puoi candidarti, essere eletto, poi scatta la sospensione e vieni reimmesso. E’ sotto accusa il Parlamento che in tre anni non ha trovato il tempo di produrre una legge coerente”.  “Le leggi vanno rispettate tutte. La Severino finché c’è va rispettata rigorosamente e religiosamente. Ma se non siamo un Paese di rimbambiti, se una legge non funziona sarà legittimo lavorare per correggerla. L’unica cosa ragionevole l’ha detta Raffaele Cantone, ricordando al Parlamento che c’è bisogno di un tagliando per la Severino. Io dico esattamente la stessa cosa”.

“Per la legge – ha precisato poi – sono candidabile ed eleggibile. Lo ha ribadito il Tar respingendo un ricorso dei Cinque stelle. Quindi sono pienamente nel rispetto della legge. Poi scatta la Severino, che avvia la procedura per la sospensione, non per la decadenza. Chi ha fatto ricorso è stato reinsediato, dai Tar ma anche dal tribunale civile a Bari”, ricorda De Luca.

A proposito dell’eventualità che non possa nominare la giunta regionale, e un vicepresidente che possa sostituire il governatore, e poi dimettersi, il governatore campano dice: “Idiozie”. E aggiunge: “Deciderò in piena autonomia senza contrattare niente con nessuno”.

De Luca è tornato anche sulle affermazioni fatte da Roberto Saviano che aveva denunciato la presenza di ‘liste di Gomorrà tra quelle a suo sostegno.  “Saviano ha fatto un’affermazione grave e totalmente sbagliata a proposito delle liste. Per vincere in Campania – ha spiegato De Luca – bisognava fare un’operazione politica e spostare il 6-7 % dei voti da destra a sinistra. Questo si può fare con il trasformismo o proponendo un programma di svolta a tutti i cittadini per bene avendo messo come presupposti il no al mercato della politica e la lotta esplicita ai criminali”.