Lo hanno insultato e minacciato di morte. Poi lo hanno rincorso cercando di colpirlo alla gola con un coltello. Lui ha parato il colpo con la mano, subendo l’amputazione parziale di due dita. È successo in via Britannia, nel quartiere San Giovanni, a Roma, il 2 giugno. Ad essere aggredito da un gruppo di tre romani, è stato un romeno di 33 anni. Il giovane è stato soccorso e trasportato in ospedale.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la lite è iniziata in un bar: “Sporco rumeno, vai via dall’Italia”, hanno gridato i tre italiani. Dalle parole si è passati poi alle mani, e in strada sono stati usati anche bastoni e bottiglie rotte. Il romeno non ha reagito e si è rifugiato nel bagno di un panificio. Gli aggressori però hanno preso un coltello trovato nel negozio e sono riusciti ad aprire la porta. Hanno cercato quindi di colpirlo alla gola, ma l’uomo si è difeso con una mano perdendo parte di due dita. Poco dopo sono arrivati i carabinieri della stazione San Giovanni che hanno bloccato i romani. “Sembrava di essere in un film horror”, hanno riferito al Messaggero alcuni testimoni. “Quell’uomo – hanno sottolineato – aveva le mani insanguinate e scappava da un branco inferocito e impazzito”.

I tre sono stati arrestati con le accuse di tentato omicidio, lesioni gravissime e resistenza a pubblico ufficiale. Tutti sono risultati positivi ai test per la cocaina e i cannabinoidi e secondo gli inquirenti sarebbero vicini agli ambienti dell’estrema destra.

Cresce la tensione dopo i fatti del 27 maggio
“Mi vedevo morto”, ha detto il 33enne aggredito ai medici che hanno cercato di ricucire le due falangi delle mani: “Erano belve – ha aggiunto –  Mi sono difeso il collo con le mani e uno di loro ha affondato la lama del coltello che ha preso sul bancone del negozio, voleva uccidermi, mi ha tagliato due dita”.

Un’aggressione che avviene a pochi giorni dall’incidente del 27 maggio in cui un’auto, guidata da un 17enne abitante nel campo nomadi de La Monachinaha travolto un gruppo di 9 persone, uccidendo una donna filippinaCorazon Abordo. Il gip ha convalidato il fermo del ragazzo e ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. Il minorenne ha detto che in macchina con lui quella notte c’erano anche suo fratello 19enne, fermato, sua moglie e il padre. E dopo quanto accaduto, il 2 giugno all’uscita del campo rom sono stati incendiati alcuni cassonetti mentre il giorno successivo si sono registrati momenti di tensione in zona Battistini, dove si è svolta una manifestazione di Casapound (nella foto), che protestava proprio contro la presenza di nomadi nella zona. Al gruppo di estrema destra hanno risposto i centri sociali con una contro-manifestazione, e la polizia è intervenuta con alcune cariche di contenimento.