Quando il lavoro degli 007 della Fbi ha iniziato a scandagliare il lavoro del suo cerchio magico, Joseph Blatter ha deciso di farsi da parte. Prima di finire egli stesso nel calderone dello scandalo. Almeno ufficialmente, visto che dagli Stati Uniti già lo danno sotto indagine al pari del numero due Valcke. Per questo motivo il padrone del calcio mondiale si è dimesso da presidente della Fifa. L’annuncio nel corso di una conferenza stampa convocata a sorpresa a Zurigo, dove la fine del suo sistema era iniziata il 27 maggio scorso, quando gli agenti statunitensi hanno messo le manette ai polsi di 9 alti dirigenti dell’organizzazione. Tangenti e corruzione le accuse: hanno preso soldi per organizzare tornei di calcio o favorire l’assegnazione di competizioni a chi meglio sapeva oliare gli ingranaggi. Gli inquirenti svizzeri, parallelamente, hanno aperto un’altra indagine per capire cosa ci sia alla base dell’assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022 rispettivamente a Russia e Qatar. Oggi nuovi sviluppi, con il numero 2 della Fifa Valcke nel mirino degli inquirenti e, secondo Abc e New York Times, lo stesso Blatter indagato dall’Fbi e dal procuratore degli Stati Uniti con l’accusa di corruzione. Da qui il passo indietro del 79enne dirigente svizzero. Secondo una fonte citata dal network statunitense, Blatter sarebbe indagato nell’ambito della stessa inchiesta che ha portato la scorsa settimana all’arresto di 14 persone. Un colpo tremendo per la credibilità del calcio e, soprattutto, per chi da 18 anni ne è la guida. Eppure, nonostante lo scandalo, Blatter non ha mai mollato di un centimetro. Ha risposto alle accuse, ha inviato messaggi subliminali ai suoi nemici, si è fatto rieleggere per il quinto mandato consecutivo ad appena due giorni dagli arresti. Come se nulla fosse.

Oggi il colpo di scena, su cui hanno pesato le ultime indiscrezioni investigative. Tra queste l’ennesimo scoop del New York Times, secondo cui nell’indagine della Fbi è finito anche Jerome Valcke, segretario generale della federazione nonché braccio destro e fidatissimo collaboratore del boss svizzero. Valcke è sospettato di aver trasferito illegalmente 10 milioni di dollari nel 2008 all’ex vicepresidente Jack Warner. Denaro che il Sud Africa ha ammesso di aver speso come contributo e non come tangente per assicurarsi i mondiali nel 2010. Sul numero 2 della Fifa non è stata formulata nessuna accusa. Ma è dentro l’indagine fino al collo. E se è coinvolto Valcke e pressoché impossibile che non sia coinvolto Blatter, anche se sul numero uno della Fifa non pende alcun tipo di accusa.

Blatter: “Vado via per il bene del calcio mondiale”
Almeno per il momento, anche perché Blatter il giorno della sua rielezione aveva già annunciato che “altre brutte notizie sono in arrivo”. La notizia delle dimissioni, come detto, nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza a Zurigo: “Tra dicembre e marzo la Fifa eleggerà un nuovo presidente” ha detto il boss del calcio mondiale, che sembra aver perso la sicurezza e la tranquillità del giorno della quinta rielezione. Che poi ha aggiunto: “Tengo alla Fifa più che a qualsiasi cosa. Voglio il meglio per lei e per il calcio, per questo ho deciso di ricandidarmi alla presidenza. Le elezioni sono finite, ma le sfide che abbiamo davanti no. La Fifa ha bisogno di una profonda ristrutturazione: ecco perché ho convocato un collegio elettivo straordinario per far sì che venga eletto un nuovo presidente dopo di me”.

Il consiglio straordinario sarà indetto tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, comunque prima del congresso già programmato nel maggio 2016 in Messico. Blatter lo ha motivato “per far si che tutto venga effettuato conformemente allo statuto e per far sì che tutti i candidati si possano candidare. Naturalmente io non sarò fra i candidati”. Il presidente uscente ha spiegato comunque che “curerò questo ambizioso congresso. Per tanti anni abbiamo provato a mettere in piedi delle riforme di cui il calcio aveva bisogno”. Quasi a rispondere alle accuse dopo lo scandalo corruzione degli ultimi giorni, Blatter ha concluso: “Il comitato esecutivo della Fifa e io non abbiamo il controllo delle singole Confederazioni“.

Fino alla convocazione del nuovo congresso e all’elezione del nuovo presidente, Sepp Blatter continuerà a svolgere le sue funzioni per l’ordinaria amministrazione. Il presidente della Fifa uscente ha anche annunciato un programma di riforme significative che sarà guidato da Domenico Scala, presidente del comitato di Compliance e Audit indipendente. “La decisione presa dal presidente Blatter è difficle e coraggiosa, ma in questa circostanza è quella più responsabile”, ha detto Scala nella conferenza stampa. “Ha agito nel bene della Fifa e del calcio. Ha avuto un grande ruolo per lo sviluppo del calcio e della Fifa. Ci ha spinto dove la Fifa non era mai arrivata. In questo periodo di ordinaria amministrazione proveremo a fare qulle riforme necessarie necessarie”, ha concluso Scala.

Platini: “Decisione giusta e coraggiosa”
Poche ore prima della conferenza stampa, il principe giordano Ali bin al-Hussein, l’avversario di Blatter alle elezioni del 29 maggio, ha dichiarato alla Cnn: “Mi sarei subito dimesso”, se fossi stato in Blatter. Con riferimento allo scandalo corruzione scoppiato dopo un’indagine dell’Fbi. “È responsabile. E spero che a un certo punto – ha aggiunto – si assuma le responsabilità delle proprie azioni. Perché è il presidente dell’organo di governo dello sport più popolare al mondo”.

Dopo l’annuncio delle dimissioni, invece, il primo a commentare è stato il presidente della Uefa Michel Platini: “E’ stata una decisione difficile, una decisione coraggiosa, una decisione giusta” ha scritto Le Roi sul sito dell’organizzazione da lui diretta. Meno misurato il presidente della Federazione calcio inglese Greg Dyke, secondo cui le dimissioni sono “un bene per il calcio mondiale”. Parlando alla radio della BBC, Dyke ha detto: “E’ un buon pomeriggio! Penso che sia un bene per il calcio mondiale. Questo è l’inizio di una fase nuova”. Non sono mancate le reazioni politiche. “Accolgo e rispetto la decisione. Consentirà un dibattito inclusivo sulla governance della Fifa. Un’occasione per le riforme e il rinnovamento” ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz.

Russia: “Decisione inaspettata, ma presa per il bene della Fifa”
Il ministro dello sport russo Vitaly Mutko ha definito la decisione di Sepp Blatter di dimettersi da presidente della Fifa come “coraggiosa” e ha detto che contribuisce a prevenire una spaccatura all’interno dell’organo di governo del calcio mondiale. Il presidente russo Vladimir Putin ha sostenuto Blatter e accusato gli Stati Uniti di ingerenza nella giurisdizione di un paese straniero nel caso degli arresti di diversi alti funzionari della Fifa. “Per la famiglia del calcio questa decisione è inaspettata, ma la sua è una decisione coraggiosa per amore della Fifa”, ha detto Mutko all’agenzia di stampa Ria. “È stato messo sotto pressione prima del Congresso. Sotto una tale pressione, che i cambiamenti non avrebbero portato a nulla”, ha aggiunto Mutko. La Russia organizzerà i Mondiali del 2018 soccer World Cup ed è uno dei paesi più vicini a Blatter. “La decisione di dimettersi aiuterà a evitare una spaccatura nell’organizzazione, per unire il calcio e finire le riforme che sono state avviate, come pure per lanciarne di nuove”, ha concluso Mutko.

Magistrati svizzeri: “Le dimissioni di Blatter non influenzeranno le indagini” 
L’ufficio della procura generale svizzera (Mpc) ha ribadito oggi che non sta indagando su Sepp Blatter, presidente uscente della Fifa. “Joseph S. Blatter non è sotto inchiesta da parte della MPC. Le sue dimissioni non avranno alcuna influenza sul procedimento penale in corso”, ha dichiarato il procuratore generale in un breve comunicato. Il procuratore generale, che ha aperto un procedimento penale contro ignoti per associazione a delinquere e di riciclaggio di denaro sporco al fianco di un’indagine di corruzione negli Stati Uniti molto più ampia sulla Fifa, ha aggiunto che non rilascerà nessuna ulteriore dichiarazione.