“Tre giorni fa un consigliere del governo libico denunciò che i terroristi dell’Isis stanno partendo per l’Italia sui barconi“. Matteo Salvini non perde tempo nel soffiare per l’ennesima volta sul fuoco della polemica circa la possibile presenza di jihadisti sulle carrette del mare che dal Nord Africa partono carichi di migranti alla volta delle coste italiane. “Stanotte un terrorista marocchino, coinvolto nella strage del museo di Tunisi, è stato arrestato vicino a Milano – ha detto il segretario della Lega commentando la notizia dell’arresto di Touil Abdelmajid – fermare partenze e sbarchi e controllare le frontiere, anche sospendendo Schengen. Subito”. “Il terrorista arrestato oggi a Milano era arrivato in Italia all’inizio dell’anno su un barcone partito dalla Tunisia. Un pericolo che la Lega denunciava da tempo. Alfano dimettiti“, ha ribadito quindi su Facebook il leader della Lega, con il partito che ha chiesto a Matteo Renzi di riferire  in Parlamento.

“L’Italia non merita Salvini”, ha risposto il ministro dell’Interno, che in mattinata aveva elogiato il lavoro delle forze dell’ordine: “Ancora una volta siamo stati più forti noi, più forte lo Stato – ha esultato per tutta la mattina Angelino Alfano – l’allerta è altissima e il nostro sistema di controllo lo ha dimostrato. Congratulazioni ai nostri uomini in divisa che hanno” lavorato “senza escludere alcun canale di possibile infiltrazione”.

Al Carroccio si accoda nel volgere di una manciata di minuti anche Forza Italia. “L’arresto prova che le nostre preoccupazioni, denunciate in più occasioni, non solo sono legittime ma reali – attacca Paolo Romani – il terrorismo islamico è presente in Italia e potrebbe utilizzare il nostro territorio anche per preparare ed eseguire attentati”. “Il governo, che spesso ha smentito tale possibilità irridendo le nostre denunce – ha detto ancora il presidente dei senatori azzurri – ora deve dare spiegazioni e muoversi con assoluta rapidità: non possiamo aspettare che accada anche in Italia qualcosa di simile a Tunisi o a Parigi. Renzi e Alfano – ha concluso – non possono cavarsela solo complimentandosi con le nostre Forze dell’Ordine”.

Contro il capo del Viminale punta il dito anche il Movimento 5 Stelle. “L’arresto a Milano di uno degli esecutori dell’attentato al museo Bardo di Tunisi costituisce un ulteriore colpo alla credibilità di questo governo in termini di sicurezza interna – si legge in una nota dei dichiarano i deputati M5S delle Commissioni Esteri e Affari Costituzionali – abbiamo sentito dire ad Alfano che non c’è un pericolo consistente in Italia, ma la realtà è che la sua totale incompetenza al Viminale sta trasformando il nostro Paese in una retrovia per cellule jihadiste. Il Daspo se lo prenda lui, e a vita, dalla scena politica nazionale”.

“Ci chiediamo cosa debba accadere ancora prima che Renzi e Alfano si diano una svegliata e facciano quello che serve – attacca anche Giorgia Meloni, anche lei pronta a rivendicare a sé e al suo partito Fratelli d’Italia il merito di aver sollevato l’allarme in tempi non sospetti – fermare subito gli sbarchi con un blocco navale al largo delle coste libiche e affondare le navi degli scafisti. Ora mi auguro che tutti gli esponenti del Governo che hanno bollato come ridicolo l’allarme di Fratelli d’Italia abbiano la decenza di dimettersi“. “Non possiamo permetterci un afflusso generalizzato e indistinto di persone che, approfittando della disperazione di molti immigrati e del finto buonismo di sinistra, arrivano in Italia con l’intento di colpirci“, le fa eco Ignazio La Russa.